Crowdfunding e Reti d’Impresa: un binomio possibile

Le Reti d’Impresa sono l’unione di legami deboli per massimizzare la competitività delle PMI. Il crowdfunding, fondato anch’esso sull’unione di “legami deboli”, può costituire una forma di finanziamento per le finalità di una Rete?

 

Reti di impresa Assoreti PMI

Sabato 14 Marzo ho avuto il piacere di essere invitato a parlare di crowdfunding alla giornata delle Reti d’Impresa durante il 3° meeting nazionale ASSORETIPMI.

Le Reti d’Impresa, in estrema sintesi per chi come me non ne sa molto, sono state riconosciute come forma contrattuale dal 2009 e dal 2012 hanno anche la possibilità di essere costituite come soggetto giuridico. Si tratta in sostanza di dare forma ad alleanze strategiche tra imprese, soprattutto PMI, per renderle più efficaci ed efficienti nell’affrontare la competizione in mercati che si fanno sempre più complessi.

Il prof Francesco Izzo, ordinario di strategia presso la Seconda Università di Napoli, ha mirabilmente sintetizzato il concetto dicendo che il fondamento delle Reti d’Impresa è “far leva sull’unione dei legami deboli” che non vuol dire solo “l’unione fa la forza” ma anche che, molto più spesso di quanto si è potati a ritenere, l’alleanza di soggetti anche non strettamente complementari, o addirittura in competizione, può essere un cemento talmente forte da portare a risultati altrimenti non immaginabili. Naturalmente, gli obiettivi e le modalità di interazione devono essere estremamente chiari e condivisi sia verso l’interno (un altro relatore Phil Taylor ha sottolineato che tutta l’organizzazione fino alla portinaia deve esserne conscia) che verso l’esterno. Di qui l’importanza del contratto di Rete.

Se ci pensiamo bene, il fenomeno dell’unione di legame deboli, è anche alla base del crowdfunding: persone molto lontane dal normale bacino di riferimento di un imprenditore o di un’impresa che si uniscono in nome di un’idea, di un prodotto o di un’iniziativa, e, ciascuno contribuendo marginalmente, raccolgono i fondi necessari per sostenerla o svilupparla.

Sempre il prof. Izzo ha evidenziato anche i vantaggi, e dunque le ragioni, per la costituzione di una Rete:

  • Sfidare insieme le incertezze e la complessità delle tecnologie
  • Accedere a risorse e competenze non possedute con rapidità
  • Beneficiare di opportunità di apprendimento
  • Accelerare i tempi di ingresso nel mercato
  • Condividere costi e rischi di progetti di innovazione
  • Concorrere a creare economie di dimensione
  • Aumentare il potere di mercato

Ma è possibile utilizzare il crowdfunding per finanziare una Rete d’Impresa?

Nel mio intervento (in fondo all’articolo la presentazione), oltre ad introdurre i concetti base del crowdfunding, ho provato a dare alcuni spunti.

Segnalo infine alcuni esempi di Reti che hanno presentato il proprio case study durante il convegno e che danno un’idea concreta delle vaste e variegate potenzialità di questo strumento.

CORTEXLAN – Una rete di contenuti e servizi per la gestione delle risorse umane.

MPN – Rete che gestisce porti turistici per portare stranieri nelle marine Italiane

BORGO ITALIA – Rete di 20 aziende della moda bambino, ma anche adulti, per gestire filiali commerciali soprattutto in Cina e Russia.

HUBSOLUTE – Rete che aggrega piccolo società locali per offrire servizi di field marketing a livello nazionale.

ITALIATECH – Rete di laboratori odontotecnici per vendere all’estero prodotti e servizi agli studi dentistici facendo leva sul made in Italy.

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