Il governo cinese vieta gli ICO, il crowdfunding basato su blockchain

Nei giorni scorsi, il governo Cinese ha messo un freno agli ICO. E’ probabile sia una mossa cautelativa per produrre un regolamento ad hoc

 

Cina sospende ICO

Secondo quanto riportato da Reuters, la Cina ha vietato le offerte iniziali di monete (ICO), la forma di crowdfunding, di cui abbiamo recentemente scritto, che utilizza token basati su cryptocurrency.

Il provvedimento non era inaspettato, infatti, come aveva riferito WDJZ.com il 28 agosto il governo cinese stava considerando di fermare gli ICO. Il provvedimento è stato descritto come un freno dovuto per consentire ai regolatori di meglio comprendere questo emergente ecosistema.

Il primo settembre scorso un funzionario dell’ente di regolamentazione cinese aveva dichiarato che gli ICO sono “fondamentalmente uguali a finanziamenti illegali e dovrebbero essere vietati il più presto possibile“.

Reuters riporta che 43 piattaforme basate in Cina offrono ICO. Si stima inoltre che dall’inizio del 2017 le ICO cinesi avevano raccolto circa 2,6 miliardi di yuan (circa 400 milioni di dollari) sostenuti da circa 105 mila investitori e sono emerse anche diverse frodi.

Li Yi, Senior Research Fellow presso il Centro di Ricerca su Internet presso l’Accademia di Scienze Sociali di Shanghai, ha commentato sul Global Times: “Gli investimenti in valuta virtuale possono trasformarsi in frodi massive, come è già successo nel Paese con le transazioni peer-to-peer, con conseguenze molto peggiori in quanto è fatto on line“.

Tuttavia, il governo cinese potrebbe annunciare regole aggiornate in futuro che consentano gli ICO. Infatti, sempre WZDJ.com riporta che nuove norme sull’ICO potrebbero essere annunciate già entro la fine dell’anno.

L’annuncio ha apparentemente influenzato il prezzo delle varie monete digitali: CoinmarketCap ha indicato che in seguito alla diffusione della notizia BTC è sceso di oltre il 5% e che ETH aveva perso il 15,5%.

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