Perché il lending peer-to-peer è più efficiente delle banche nell’erogazione dei prestiti

Le tecniche di valutazione del merito creditizio consentono a piattaforme come BorsadelCredito di erogare prestiti in poche ore e di limitare le sofferenze

 

P2P lending più efficiente delle banche

Tutte le banche o le società finanziarie usano dei rating interni per classificare il merito creditizio dei propri clienti e guidare così le politiche del credito. L’affidabilità del sistema di rating è data dal mercato: minori sono i crediti che finiscono in sofferenza (non recuperabili), tanto più predittivi sono i sistemi di analisi del merito creditizio.

In Italia, secondo i dati elaborati dall’ABI e relativi a fine 2015, l’incidenza delle sofferenze lorde delle banche rispetto al totale dei finanziamenti alle imprese è pari a oltre il 17%, con circa 200 miliardi di euro di sofferenze nell’intero sistema bancario.

Il quadro cambia radicalmente se prendiamo in considerazione il Peer-to-peer lending (P2P).

Funding Circle, la principale piattaforma in Europa, attiva dal 2010, stima che circa il 4% del suo portafoglio finirà in sofferenza, ma dal 2012 i dati effettivi ci dicono che ha meno del 3% di sofferenze in portafoglio. BorsadelCredito.it, l’unico P2P lending dedicato ai prestiti alle imprese attualmente operativo in Italia, pur con un track record di un solo anno, finora ha un livello di sofferenze in portafoglio inferiore all’1%.

Peraltro, anche le piattaforme di lending peer-to-peer utilizzano un sistema di rating simile a quello delle banche. Ma, rispetto alle metodologie degli istituti tradizionali, si tratta di un processo molto più rapido. Uno dei grandi vantaggi, infatti, è la velocità di risposta: poche ore. In realtà la velocità è data semplicemente dallo sfruttamento intelligente delle tecnologie digitali: grazie ad integrazioni con servizi sul web e algoritmi complessi è possibile interrogare una enorme mole di dati in pochi click, per cui i tempi “morti” delle analisi vengono eliminati.

L’Ufficio Studi di BorsadelCredito.it ci aiuta a capire meglio questo processo.

Solitamente, in questo tipo di piattaforme, il processo è diviso in step. L’analisi inizia con l’inserimento della pratica a sistema e procede con un esame quantitativo, che prende in considerazione le evidenze sui sistemi di informazione creditizia (quelle banche dati che tracciano i comportamenti nel mondo del credito).  Quindi si analizza ogni voce del bilancio.

Se l’azienda supera questo esame si passa all’analisi qualitativa che si svolge in due fasi:

  • Web reputation. Gli analisti valutano quanto l’azienda sia presente sul web, quanto sia performante sui social media, e anche come sia percepita online e sui media in generale: questi sono aspetti troppo spesso trascurati dagli istituti tradizionali, ma che i marketplace lending hanno saputo sfruttare a loro favore per migliorare la predittività delle valutazioni.
  • Intervista all’imprenditore. Una verifica ulteriore viene svolta intervistando direttamente l’imprenditore, da cui emergono aspetti di profilo dell’imprenditore e di prospettive dell’azienda.

Alla fine, a ogni azienda viene assegnato un rating (o scoring) sintetico, identificato da una lettera; mentre qualità dell’azienda emittente e durata del prestito determinano il rendimento. La metodologia – fare un’analisi e trovare un indicatore di rischiosità – in fondo non è troppo dissimile da ciò che si è sempre fatto. Ci sono tuttavia due sostanziali differenze: lo sfruttamento della tecnologia che permette alle aziende di ottenere in poche ore una risposta definitiva; e i risultati in termini di crediti in sofferenza rispetto al totale dei finanziamenti.

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