Uno studio di Morgan Stanley attesta che il P2P lending è una vera alternativa alle banche

Morgan Stanley ha rilasciato uno studio secondo cui il Lending P2P è già un antagonista di cui le banche devono tener conto e potrà raggiungere $290 miliardi nel 2020

 

morgan stanley lending crowdfunding

La crescita del Lending P2P online (o lending crowdfunding) è ormai un fenomeno globale, tanto che nei giorni scorsi, come riportato da Bebeez.it, Morgan Stanley ha pubblicato un corposo report sul settore, nel quale, tra l’altro, si prevede che il mercato globale potrà valere $290 miliardi, diventando un serio un antagonista delle banche.

Per quanto riguarda l’Europa, (si veda anche lo studio della Cambridge University) il report di Morgan Stanley rileva in particolare che al di fuori del Regno Unito, dove si concentra l’80% di P2P lending in Europa, la raccolta è ancora limitata, ma il numero di piattaforme attive è piuttosto alto: nel Regno Unito ci sono circa 60 piattaforme, mentre Francia, Germania e Spagna ne contano circa 30 ciascuno. Secondo la banca d’affari uno degli ostacoli principali allo sviluppo di questo settore è il fatto che in molti Paesi (tra cui l’Italia) queste piattaforme siano regolate come banche, cosa che invece non avviene nei paesi dove ha maggiore successo.

Il fenomeno è infatti ormai molto ben radicato negli Usa e sta registrando un vero e proprio boom in Cina, dove a fine 2014 erano operative ben 1575 piattaforme di lending crowdfunding.

Ecco alcune delle principali conclusioni cui giunge il ponderoso studio di Morgan Stanley:

  1. I Millennials (la popolazione di età compresa tra 18-34) favoriscono soluzioni di credito al consumo veloci e convenienti, come sottolineato dal sondaggio AlphaWise fatto apposta per questo studio. Il lending crowdfunding riceverà una spinta ancora maggiore proprio grazie a loro.
  2. “Peer-to-peer” è un termine improprio. Il termine sottovaluta l’importanza dei crescenti finanziamenti istituzionali, che sta accelerando e ampliando il mercato di riferimento.
  3. Le partnership probabilmente saranno il campo di battaglia chiave per le piattaforme al fine di ridurre il costo di acquisizione dei clienti e di espandere la distribuzione, così come lo sono state per le società di carte di credito. Le partnership con le banche americane regionali sono una strada interessante per la crescita. Per esempio lo scorso febbraio negli Stati Uniti LendingClub ha annunciato una partnership con BancAlliance, un gruppo di 200 banche locali e Prosper ha siglato una partnership simile con Western Independent Bankers, un gruppo di 160 banche locali.
  4. La scala sarà cruciale nel lending crowdfunding. Il merito di credito deve ancora essere provato come elemento di differenziazione, ma è probabile che sia essenziale per il successo a lungo termine del modello.
  5. Il Regolamento è un fattore chiave, ma crea rischi. Oggi, i creditori non bancari hanno grandi vantaggi in termini di ritorni sul capitale, e lo scenario base di Morgan Stanley presuppone che con “venti contrari” sarà più difficile per le banche che per chi presta attraverso le piattaforme di lending.
  6. Il lending crowdfunding è sfidante per gli istituti di credito tradizionali per quanto riguarda il prezzo, l’offerta di servizi, e la convenienza.

Insomma, mentre negli USA, in UK e in Australia, ma anche in Francia e in Germania, si sta già pensando a come espandere il mercato del lending, in Italia, il cui tessuto economico è basato PMI che avrebbero bisogno di forme alternative di credito per consolidarsi e crescere, siamo ancora ai primi vagiti.

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