Confido.io materializza la paura per le ICO: dopo la raccolta di $350k la società sparisce

Solo spazzatura digitale e non guadagni stellari per chi aveva investito nella ICO di Confido.io. Dopo la raccolta spariscono il sito, l’account Twitter e i post già pubblicati

 

ICO USA si rivela una truffa

Confido, una piccola Initial Coin Offering (ICO), si è vaporizzata. Il sito, l’account Twitter e quello di Reddit non ci sono più. Un ammonimento per chiunque investe ciecamente in una ICO senza fare un’adeguata due diligence.

Apparentemente co-fondata da Joost van Doorn e Max Kruger (ma chi può davvero saperlo), l’ICO ha raccolto “solo” 347.477 dollari in ETH (ethereum è la maggiore criptomoneta dopo Bitocoin) dopo una pre-vendita in ottobre e un round finale che si è concluso la scorsa settimana. L’offerta è stata quotata su TokenLot, ed era rifierita ad una “soluzione di pagamento fiduciario attraverso smart contract“.

Il sito web Confido.io non esiste più. L’account Twitter è stato rimosso. Il sub-Reddit è stato impostato su privato. La pagina di LinkedIn di Joost van Doorn non è disponibile. Anche un post sul Medium che era stato pubblicato apparentemente da uno dei fondatori, è stato rimosso dal sito.

Il valore del token è sceso a soli $0,03 su CoinMarketCap da una valore di capitalizzazione che ad un certo punto, aveva toccato i $10 milioni. Quindi cosa è andato storto? È una truffa totale? I fondatori, chiunque essi siano, si godono una vacanza in qualche isola lontana per gentile concessione degli ignari acquirenti di token?

Qualche giorno fa, su Medium, il team di Confido ha pubblicato una fragile spiegazione sostenendo “problemi legali causati da un contratto [da loro] firmato”. “Abbiamo firmato il contratto con la garanzia del nostro consulente legale che c’era un rischio minimo e non sarebbe stato un problema. Non posso e non voglio entrare nei dettagli, ma ha sbagliato. È un problema”. Ed è certamente un problema quello che gli investitori devono sopportare.

Come riporta Crowdfund Insider, Sam Guzik, avvocato d’affari e collaboratore dello stesso sito USA di informazione sul crowdfunding, ha commentato: “La frode è un dato di fatto nel mondo degli investimenti. Ma le offerte ICO sono più suscettibili alle pratiche fraudolente, come hanno osservato i regolatori di tutto il mondo. Questi investimenti, con la promessa di rendimenti rapidi e fuori scala, coinvolgono modelli di business estremamente complessi, compresi da pochi. A questo si aggiunge l’assenza di divulgazione significativa, aggravata da coloro che tentano di aggirare gli schemi normativi esistenti come le leggi sui titoli. È peraltro proprio questo clima che garantisce la spinta a fare in modo che tutte le ICO negli Stati Uniti siano soggette ad una regolamentazione con protezioni significative per gli investitori cripto“.

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