Nei primi 6 mesi del 2019 in Italia equity crowdfunding pari al 22% del Venture Capital

I dati pubblicati da Aifi e PwC evidenziano la crescita del VC italiano. Ma i 103 milioni investiti sono pochi rispetto per esempio all’equity crowdfunding che ne ha raccolti 23

 

Venture Capital italiano cresce ma equity crowdfunding pesa un quinto

 

Aifi e PwC, hanno presentato i dati sul mercato italiano del private equity e venture capital del primo semestre 2019, alla presenza di Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi; Anna Gervasoni, direttore generale di Aifi; Francesco Giordano, Partner di PwC. Secondo il rapporto, l’incertezza politica ed economica hanno penalizzato il mercato di private equity e venture capital italiano, che ha registrato un crollo della raccolta del 77% e un calo degli investimenti, che sono scesi del 12%, attestandosi a 2,5 miliardi di euro (contro i 2,9 miliardi del primo semestre 2018).

Tuttavia, lo studio di Aifi e PwC sottolinea che la tendenza negativa è dovuta alle sole operazioni di private equity, mentre quelle di venture capital hanno registrato un trend opposto. Infatti, nel primo semestre gli investimenti sono stati pari a 103 milioni contro i 96 del primo semestre 2019 (+7%) e questo sebbene le operazioni concluse siano state del 10% inferiori (72 vs. 80).

Il settore in cui è confluita la maggior parte degli investimento è stato l’ICT (30,6%), seguito da fintech e insurtech (13,9%), medicale (11,1%), retail (9,7%), biotecnologie e servizi per il consumo (6,9%).

Dalle rilevazioni di Aifi e PwC è escluso l’equity crowdfunding che, secondo le statistiche di Crowdfunding Buzz, nei primi sei mesi del 2019 ha finanziato 69 operazioni per un totale investito di 27,9 milioni. Depurando – per omogeneità – il dato dalle operazioni immobiliari, gli investimenti sono stati comunque pari a 23,1 milioni per 64 operazioni. Nel 1 semestre 2018, sempre al netto delle operazioni immobiliari, i round finanziati erano stati 52 per investimenti complessivi pari a 12,1 milioni. Una crescita dunque del 131%.

Si tratta di un dato certamente eclatante, tanto più quanto messo a paragone proprio con i numeri del Venture Capital. Infatti, se gli investimenti con equity crowdfunding nel primo semestre 2018 erano stati pari al 13% di quelli effettuati dai VC, nei primi sei mesi di quest’anno il peso è quasi raddoppiato passando al 22%.

Peraltro, se da un lato possiamo leggere questi dati sottolineando la crescita della finanza partecipativa e, dunque, tra l’altro, l’incremento di una cultura finanziaria sempre più diffusa, dall’altro non possiamo non rimarcare un “lato oscuro”: un peso così elevato dell’equity crowdfunding è dovuto non solo alla crescita del numeratore, ma anche alla scarsa entità del denominatore. In altre parole, il Venture Capital italiano, molto probabilmente, soffre ancora di nanismo.

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