La Cripto-Economy è una bolla, o siamo noi in una bolla isolata da un nuovo mondo?

Fabio Pezzotti, co-founder di Iconium, prima realtà italiana che investe in progetti Blockchain, Criptovalute e nelle migliori ICO, affronta il dilemma sulla scorta della sua diretta esperienza

 

ICO bolla o cambiamento epocale?

 

In queste settimane sto incontrando tante persone a cui presento la nostra nuova iniziativa, ICONIUM S.p.A, dedicata a individuare e partecipare ai migliori progetti Blockchain finanziati attraverso Crowdsale, Initial Coin Offering (ICO) e supportati da Exchange (mercati online in cui si scambiano cripto valute e token) su cui ormai transitano oltre 10 Miliardi di dollari al giorno, con una capitalizzazione ad oggi di $350 miliardi.

Recentemente ho anche parlato con esperti nostrani del mondo della finanza e del risparmio, e la cosa che mi ha veramente stupito è che l’unica cosa che hanno percepito e che ricordano è questo BITCOIN, che a un certo punto è salito a 20.000$ e ora è intorno a 7.000$. E la percezione è quella di un Casinò con monete virtuali non supportato da altro che un trading alternativo e deregolamentato, da cui tendono a stare fuori in quanto non ne capiscono alcuno dei fondamentali.

Inizio allora a raccontare delle enormi community che si sono create intorno a questi progetti, sia che si tratti di valute dedicate a cambiare il mondo delle transazioni a progetti più industriali tesi a fare “disruption” di tutti i settori industriali e ambiti in cui viviamo. Ma anche di fronte a questi racconti sento i miei interlocutori molto ma molto lontani….

Racconto allora anche che ci sono oltre 30 milioni di persone nel mondo, da studenti con pochi $$ a giganti, che sono già entrati in questo mondo, e che vari studi suggeriscono che oltre 70% dei millenial ritengono più probabile investire in cripto che in azioni quotate sulle varie Borse… ma anche qui, sento di perdere i miei interlocutori: “a chi interessano i millenial, tanto non hanno soldi…”

Più recentemente ho iniziato a raccontare dell’ecosistema “tradizionale” e come si stia inserendo, intersecando e integrando con il Mondo Cripto. Ad esempio degli investimenti effettuati da IBM, Microsoft, ma soprattutto da Banche del calibro di Goldman Sachs, JP Morgan, e fondi di Venture Capital, quali Andreessen Horowitz, Sequoia, Union Square ventures, Pantera Capital, Polychain. E faccio pochi esempi:

  • Circle, finanziata inizialmente da Goldman Sachs, che ha recentemente raccolto da un fondo cinese altri 150 Milioni, facendola divenire un Unicorn. e che ha gia effettuato varie acquisizioni tra cui un exchange (Poloniex).
  • Coinbase, che ha raccolto oltre 200 milioni sia da VC che da Investitori in Private Equity. Anche lui un unicorno con milioni di clienti che utilizzano la semplicissima app per acquistare e vendere criptovalute.
  • Binance, un exchange di origine cinese, finanziato prima da Sequoia capital, e che poi ha emesso dei token che vengono usati per la compravendita sull’exchange, che oggi ha una valutazione di oltre $2.5 miliardi, avendo raggiunto la leadership in meno di 1 anno di vita. E che sta per lanciare un fondo Venture da $1 miliardo per supportare la nascita e lo sviluppo di progetti nel mondo blockchain.
  • Ripple, una valuta digitale che ambisce a rimpiazzare SWIFT nei circuiti interbancari, oggi testata da banche del calibro di JP Morgan, American Express, UBS, e decine di altri.
  • Telegram, un’app in concorrenza con whatsapp fondata dal Zuckerberg Russo ha raccolto in 2 mesi, tra Gennaio e Febbraio di quest’anno, $1.8 miliardi da 160 investitori istituzionali -e quindi direi non degli ingenui- per lanciare la sua blockchain e la sua criptovaluta.
  • Oltre 120 crypto funds nel mondo gestiscono attualmente oltre 30 miliardi di USD.
  • Il Nasdaq – sì il Nasdaq – ha appena creato la lista delle top 20 cripto valute.
  • Nel primo trimestre del 2018 sono stati raccolti attraverso ICO oltre $3.3 miliardi, di cui quasi 600 milioni negli US, 500 a Singapore, e ben 300 Milioni in Svizzera, cioè dietro l’angolo.

Ecco, a quel punto, vedo i miei interlocutori prendere nota, chiedermi dei nomi e cognomi di queste realtà, si accende una scintilla. Ma io capisco che siamo noi a vivere in una “Bolla” chiamata Italia, chiusa su sé stessa, sui PIR, le SPAC, l’AIM, le start-up innovative (NdA: anche noi siamo una S.p.A. innovativa).

Ma resto fiducioso, sia perché questa rivoluzione è irreversibile, sia perché sulla nostra strada incontriamo anche tante persone illuminate, innovative, alla ricerca di nuove frontiere e opportunità, più che pronte a partecipare al nostro progetto. E coltivo anche la speranza che i nostri imprenditori cripto in un prossimo futuro potranno beneficiare di leggi e regolamenti favorevoli, proprio come in Svizzera e in altri paesi per lanciare i propri progetti in italia e non dovere emigrare.

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