Crowdfunding per il giornalismo: un fenomeno in crescita esponenziale

Uno studio mostra una crescita esponenziale dei progetti di crowdfunding legati al giornalismo. Solo su Kickstarter nel 2015 raccolti $1,7 milioni. Ma anche in Italia le cose si muovono

Crowdfunding e giornalismo

Il Pew Research Center ha pubblicato un rapporto sul crowdfunding relativo al giornalismo. Il centro studi ha condotto un’analisi su 658 progetti legati al giornalismo che sono stati proposti su Kickstarter dal 28 aprile 2009 al 15 settembre 2015.

A partire dal lancio di Kickstarter nell’aprile 2009 fino alla fine dello stesso anno, 17 progetti di giornalismo hanno ricevuto finanziamenti. Il numero è più che triplicato solo un anno dopo: 64 progetti nel 2010. La crescita continua raggiungendo 168 progetti finanziati nel 2014 e 173 nei primi nove mesi del 2015. Anche la quantità di denaro messo in questi progetti è cresciuta, da $ 49.256 nel 2009 e 263.352 $ nel 2010, fino a 1.743.668 $ nei primi nove mesi del 2015. Per quanto riguarda il numero di persone che contribuiscono finanziariamente a questo tipo di progetti si passa da 792 nel 2009 a 25.651 nel 2015.

Ma il rapporto presenta altri risultati interessanti:

  • La maggioranza (71%) dei progetti analizzati in sette anni sono stati presentati da individui non legati ad alcuna organizzazione giornalistica o editoriale, e si riferiscono sia a persone singole (43%) che a piccoli gruppi (29%).
  • I gruppi media affermati come ProPublica e il Boston Review hanno rappresentato il 22% dei progetti, mentre gli altri tipi di istituzioni come le scuole pubbliche e le università private hanno costituito il restante 7%.
  • Sebbene Kickstarter consenta la presentazione di progetti da 18 paesi, l’84% ha chiesto donazioni in valuta statunitense. Peraltro, il 64% dei progetti era riferito agli Stati Uniti, mentre il resto si riferiva a iniziative da implementare nel resto del mondo.
  • Con una media di 54 sostenitori ciascuno, i progetti finanziati nell’arco di sette anni hanno avuto per oggetto i temi più disparati, ma, in gran parte si è trattato di opere complete sotto forma di libri, articoli per riviste e documentari. Nel suo insieme, questo tipo di progetti ha rappresentato il 43% di quelli finanziati e il 36% dei fondi totali raccolti.

Sebbene i progetti di giornalismo presentati e le somme raccolte attraverso il crowdfunding siano ancora una goccia nel mare delle attività editoriali di stampo giornalistico, come sottolinea Il Direttore della ricerca, Amy Mitchell: “nella continua evoluzione dell’era digitale, la crescita che stiamo vedendo rappresenta un nuovo segmento di nicchia del giornalismo non tradizionale, guidato in gran parte da un interesse e motivazione del pubblico. Di fatto è un modo per portare voce e visibilità alle iniziative che potrebbero altrimenti passare inosservate e offre un’ulteriore possibilità al pubblico per affermare ed esercitare il proprio impegno civile e culturale“.

Al fenomeno non è estraneo nemmeno il nostro paese, dove aumentano le iniziative di questo tipo, tra le quali spicca l’ormai “storico” finanziamento ottenuto dal Festival del Giornalismo di Perugia che, tra Novembre 2013 e Gennaio 2014, ha raccolto 115 mila euro da 746 donatori.

Non ultimo, ricordiamo anche la campagna di equity crowdfunding di Vox Pop su WeAreStarting, relativa al giornalismo partecipativo e di cui abbiamo recentemente parlato.

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