Il crowdfunding in Francia raddoppia: €133 milioni raccolti nel I semestre 2015

Il driver è soprattutto l’equity crowdfunding con 25 milioni raccolti solo nel 1° semestre, di cui il 28% grazie al crowdfunding immobiliare e a un regolamento fluido e premiante per l’investitore

 

Crowdfunding in Francia 1 semestre 2015

Le ultime rilevazioni mostrano dati più che incoraggianti sulla crescente evoluzione del crowdfunding in Francia: il 2015 rafforza ulteriormente lo slancio del 2014. Questo è quello che mostra il “barometro sul crowdfunding in Francia” per il primo semestre del 2015, pubblicato dall’Associazione Finanziamenti Partecipativi di Francia. L’importo raccolto dalle tre modalità di crowdfunding nel primo semestre 2015 (reward/donation, equity e lending) è significativamente più elevato rispetto al primo semestre del 2014. Infatti, nel 2015 la raccolta è stata doppia rispetto a quella dello scorso anno, raggiungendo 133,2 milioni di euro in un semestre.

Le tre modalità di crowdfunding però non si suddividono equalmente questa crescita. Le piattaforme di lending hanno raccolto 85,1 milioni di euro, contro i 37,4 milioni del primo semestre 2014, le piattaforme di donation/reward hanno raccolto 23,7 milioni di euro, pari a 4,6 milioni in più rispetto al 1° semestre del 2014 e, infine, le piattaforme di equity hanno raccolto 24,6 milioni di euro, contro i 9,7 milioni nel 1 ° semestre 2014, mostrando quindi una crescita quasi tripla.

Il donation/reward riguarda sempre progetti principalmente di solidarietà e culturali. In effetti, le donazioni per progetti umanitari costituiscono il 39% dei finanziamenti di donation e la cultura (audiovisivi, musica, arti dello spettacolo, arti visive) il 50% dei progetti di reward.

Per quanto riguarda l’equity, la parte del leone la fanno gli investimenti in progetti immobiliari (Real Estate Crowdfunding) che rappresentano il 28% del totale per questa forma di crowdfunding, mentre al secondo posto a pari merito con il 17% ci sono i progetti relativi alla sanità e alla ricerca scientifica e quelli relativi ai servizi, che precedono nell’ordine energia e ambiente, Industria, tecnologia e e-commerce.

Infine, la comunità di contributori è quasi raddoppiata in un anno, con oltre 750.000 nuovi investitori, per un totale di 1,75 milioni che hanno investito in media €3.800 in equity, €3.000 in prestiti alle imprese, €338 in prestiti a privati, €63 in donation e €53 in reward.

Colpisce naturalmente la crescita impetuosa dell’equity crowdfunding che in un semestre ha raccolto ben il 30% che in tutto il 2014 (18.9 milioni), crescita sostenuta in gran parte dal boom del real estate crowdfunding e dovuta anche, molto probabilmente dal rilascio alla fine del 2014, di un regolamento che agevola l’accesso agli investitori a questo modello di investimento. Di contro, il tasso di successo non è esaltante, in quanto solo il 6% dei progetti presentati è stato finanziato.

Le ragioni di queste performance dell’equity crowdfunding francese, fanno impietosamente risaltare per contrasto i limiti dell’impianto normativo italiano: da un lato il real estate crowdfunding è virtualmente impossibile in Italia, essendo l’accesso limitato alle startup e alle PMI innovative; dall’altro, il regolamento Consob limita fortemente la fluidità del processo d’investimento scoraggiando così l’investitore.

A questo proposito, Consob, nel luglio scorso, aveva promosso un sondaggio pubblico per rilevare suggerimenti modificare regolamento, ma, ad oggi, non sappiamo né l’esito del sondaggio, né tantomeno se verranno introdotte modifiche e quali.

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