Il P2P lending decolla anche in Italia grazie a Workinvoice

SACE avvia la collaborazione con la start-up digitale Workinvoice, la prima piattaforma italiana fintech di trading di crediti commerciali sviluppata per sostenere le imprese nella ricerca di fonti alternative di liquidità

 

Partnerhip tra Workinvoice (lending P2P) e Sace

Anche in Italia la parola “fintech” (tecnologia al servizio della finanza, generalmente riferito a startup che sfidano il dominio del settore finanziario tradizionale) è ormai sulla bocca di molti. Tuttavia, nel nostro Paese il settore fintech è ancora agli inizi (nel 2014 a livello globale sono stati investiti in questi progetti $6,8 miliardi, in Italia €7 milioni). Grazie alle piattaforme finanziarie, la liquidità affluisce all’economia delle PMI direttamente, più velocemente e senza i vincoli dell’intermediazione bancaria. I tassi di crescita delle principali piattaforme Peer to Peer (P2P) e Peer to Business (P2B) nel mondo sono straordinari e hanno indotto diverse istituzioni finanziarie ad accodarsi, investendo sulle stesse piattaforme per non perdere clienti e masse gestite.

Il cosiddetto settore dell’ ”alternative finance” nel 2014 ha generato in Europa risorse finanziarie per 3 miliardi di euro, di cui quasi la metá destinate alle PMI, tutto ciò al di fuori del tradizionale sistema bancario. Si tratta di una piccola rivoluzione, che vede Workinvoice, la prima piattaforma dedicata alla negoziazione di crediti commerciali, protagonista di una soluzione innovativa e unica per generare liquidità nel sistema delle PMI italiane.

L’accordo con SACE è infatti il primo tra un operatore finanziario/assicurativo e una startup fintech italiana, che fa seguito ad importanti accordi siglati in altri paesi in particolare in USA con la principale piattaforma di peer-to-peer, Lending Club e in UK con le banche RBS e Santander che hanno stretto accordi con Funding Circe e Assetz Capital o tra Marketinvoice e Pwc.

L’accordo con SACE è un evento di straordinaria importanza – dichiara Matteo Tarroni, co-fondatore di Workinvoice -. E’ la dimostrazione che un grande partner delle imprese italiane qual è SACE guarda all’innovazione con grande interesse e atteggiamento aperto alla collaborazione. Il nostro obiettivo, condiviso con SACE, è quello di fornire alle PMI uno strumento semplice e flessibile per colmare il gap di credito che ha reso più complicata la gestione del working capital, convogliando verso il sistema produttivo risorse interessate ad investire nell’economia reale e agevolare la ripresa”.

Con questo accordo SACE conferma il proprio impegno a favorire l’apertura del mercato italiano a fonti di finanziamento “alternative” che si stanno progressivamente affermando oltreconfine – spiega Alessandra Ricci, Chief Business Officer di SACE –. La partnership con Workinvoice rappresenta la prima di una serie di iniziative 2.0 con cui offrire alle PMI soluzioni innovative a sostegno della liquidità”.

Grazie alla collaborazione tra SACE e Workinvoice, le piccole e medie imprese avranno uno strumento in più per finanziare il proprio capitale circolante, vendendo al prezzo più competitivo fatture commerciali emesse nei confronti di aziende di grandi dimensione, attraverso un meccanismo di asta pubblica “digitale” rivolta a investitori istituzionali e professionali.

Workinvoice è il primo marketplace digitale che consente in Italia di trasformare i crediti commerciali in liquidità grazie alla tecnologia, facilitando l’incontro tra le PMI italiane e una vasta gamma d’investitori istituzionali e privati disponibili a investire nell’economia reale. Si tratta di un nuovo canale che si affianca al sistema tradizionale per supportare le esigenze di working capital delle piccole aziende in maniera semplice, veloce e particolarmente flessibile.

SACE offre servizi di export credit, assicurazione del credito, protezione degli investimenti all’estero, garanzie finanziarie, cauzioni e factoring. Con € 74 miliardi di operazioni assicurate in oltre 189 paesi, il gruppo SACE sostiene la competitività delle imprese in Italia e all’estero, garantendo flussi di cassa più stabili e trasformando i rischi d’insolvenza delle imprese in opportunità di sviluppo.

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