Investire in P2P Lending conviene. I numeri di BorsadelCredito.it

Dopo un 2018 da record, anche il 2019 parte bene con 2 milioni erogati a 17 PMI italiane. Il rendimento su base annua si attesta sul 5%, più dei bond quotati, dei BTP e dei depositi

 

Borsadelcredito conviene rispetto ad altri strumenti di debito

 

BorsadelCredito, P2P Lending italiano di prestiti alle PMI, ha registrato a gennaio 2019 un erogato complessivo di 54,384 milioni dai 52,396 di fine 2018. Una cifra più che doppia rispetto a quella registrata a gennaio 2018, quando l’erogato era ammontato a 24,619. I prestiti complessivi concessi sono 621, dai 604 di dicembre e dai 404 di un anno fa.

I 17 prestiti di Gennaio hanno avuto un taglio medio che si aggira intorno ai 117mila euro, rispetto a una media storica di 85mila euro. Il settore più attivo si conferma quello dei servizi, con il 27,1% del mercato complessivo, rincorso dal commercio al dettaglio (con una fetta del 19% dell’erogato a cui si aggiunge il 17,6% del commercio all’ingrosso); industria e produzione si attestano a quota 16,3% e l’edilizia all’7,6%.

Al netto dell’intervento del Fondo di Protezione, il rendimento di BorsadelCredito.it si conferma stabile da ormai oltre 3 anni a questa parte, al 5,01%.

Nel suo blog, BorsadelCredito.it rileva che, con questi numeri, il guadagno al netto del Fondo di Protezione e della tassazione al 26% è di oltre 370 euro su un capitale investito di 10mila euro.

Borsadecredito confronto con altri strumenti di debitoIl confronto con i ritorni di altri investimenti in strumenti di debito danno l’idea di quanto rilevante sia quello della piattaforma di P2P Lending. Secondo BorsadelCredito, infatti:

  • I fondi bond corporate a 4 e 5 stelle Morningstar – quindi i migliori della categoria – registrano ancora un rendimento negativo in un orizzonte di 12 mesi con una perdita dell’1,22%. Tuttavia guardando il rendimento in un orizzonte temporale di tre o cinque anni, il rendimento annualizzato è rispettivamente dell’1,67% e dell’1,96%: ovvero un guadagno al netto delle imposte di quasi 124 euro sui tre anni e di 145 euro sui cinque. Guadagno che, peraltro, non tiene conto delle commissioni di ingresso né di quelle di gestione dei fondi comuni.
  • Il 28 dicembre 2018 i BTP quinquennali hanno staccato in asta una cedola del 2,45%: 245 euro di rendimento lordo su un investimento di 10mila euro e poco più di 214 euro al netto dell’imposta agevolata al 12,5%,
  • I conti deposito vincolati hanno offerto un rendimento medio dello 0,63%, corrispondente a un reddito di quasi 47 euro al netto del 26% di ritenute, sul medesimo ticket di ingresso di 10mila euro.

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