Invoice trading e P2P lending vere alternative al problema della liquidità per le PMI

Credit crunch e tempi lunghi di pagamento strozzano l’operatività delle PMI. Invoice trading e P2P lending sono la vera soluzione, come accade in UK

 

P2P lending e invoice trading per portare liquidità alle PMI

Fabio Bolognini, co-founder e chief risk officer di WorkInvoice, prima piattaforma italiana di invoice-trading, ha recentemente scritto un articolo su IlSole24Ore evidenziando da un lato quanto sia grave la crisi di liquidità per le PMI italiane e, dall’altro, come gli strumenti di finanza alternativa possono dare un contributo decisivo alla soluzione del problema.

In Italia il credito alle imprese si è ridotto di circa 110 miliardi dal 2011 a oggi, cui si somma il problema strutturale dei tempi di pagamento dove l’Italia mostra la peggiore performance europea quanto a tempi di pagamento tra imprese (mediamente 75 giorni) e dalla PA (circa 140 giorni).

In una recente ricerca presentata da Leanus basata sui bilanci di 180.000 imprese è stato stimato che il 10% delle imprese incassa mediamente oltre 180 giorni, per un totale di 43 miliardi.

Bolognini rileva anche che però, al drenaggio di liquidità ha contribuito anche il sistema bancario in quanto, tra gennaio 2011 e fine 2016, i crediti alle imprese a breve (entro 12 mesi) sono scesi di 74 miliardi (-22%), mentre quelli a medio lungo ‘solo’ di 32 miliardi.

Fino ad ora l’unico tentativo di convogliare liquidità alle PMI dal risparmio gestito è stato costituito dai ‘minibond’, che, tuttavia, sono rimasti, nei fatti, una piccola piscina di liquidità. Dai dati dell’Osservatorio del Politecnico risulta che, sia nel 2016 che nel 2015, ne hanno beneficiato meno di 30 PMI.

Una soluzione alternativa sono le piattaforme P2P di finanziamenti non bancari a privati e imprese che nel Regno Unito sono passate da 0,6 miliardi di sterline (2013) a 3,2 miliardi (2015) e che dal 2013 hanno erogato un totale di 10 miliardi, di cui più del 50% a oltre 27.000 PMI inglesi.

L’Italia, oggi, è in coda con meno di 100 milioni di euro grazie alle prime due piattaforme operative su PMI, come Workinvoice (invoice trading) e BorsadelCredito (lending P2P), ma, secondo Bolognini, ci sono tutte le caratteristiche in termini di domanda e offerta perché il mercato esploda con volumi altrettanto significativi. E, infatti, aggiungiamo noi, i numero di piattaforme dedicate al credito verso le PMI sta rapidamente aumentando:  nel 2016 sono state lanciate tre nuove piattaforme di invoice trading (Credimi, CashMe e Crowdcity) ed è in procinto di sbarcare in Italia Lendix, piattaforma francese leader nel P2P lending per le imprese.

Il vero vantaggio delle piattaforme P2P di finanza alternativa è che portano il risparmio direttamente alle piccole imprese, proprio laddove le banche faticano a finanziarle.

La rapidissima crescita della finanza P2P, la capacità di servire velocemente e con efficacia il segmento delle piccole imprese – troppo costoso per le banche commerciali – è dunque, conclude Bolognini, uno stimolo decisivo per il sistema bancario nell’affrontare la minaccia della disintermediazione con nuove strategie e nuovi modelli. Il successo crescente dell‘invoice trading anche in Italia rispecchia in pieno le criticità del credito a breve e la sete di liquidità delle piccole imprese.

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