L’alfabetizzazione alla finanza alternativa passa dalla TV e da Joe Bastianich

La vecchia TV come ambasciatrice delle nuove forme di finanza alternativa. Tre reality show made in USA diffondono la cultura dell’imprenditorialità e del “crowd investment”. Anche in Italia.

 

TV finanza alternativa startup

In un nuovo contesto sociale ed economico, dove si è capito che la “crisi” è in realtà un nuovo scenario stabile a cui adeguarsi, privo di vecchi miraggi quali la solidità del “posto fisso” molti ardono dal desiderio di lanciare il progetto della vita, realizzarsi e trovare un equilibrio finanziario.  Internet è diventata il veicolo di comunicazione e gli ambienti social il catalizzatore di molte attività che hanno lanciato, tra l’altro, la c.d. finanza alternativa.

Tuttavia, contrariamente alle altissime aspettative delle più importanti importanti istituzioni internazionali (tra le quali Banca Mondiale, Commissione Europea, ESMA), l’equity crowdfunding ancora non è decollato e le masse ancora non sanno molto dell’opportunità di investire on-line in aziende che possono presentare opportunità molto interessanti, anche se con rischi considerevoli.

D’altra parte, almeno in Italia, gli investimenti in comunicazione non sono certo stati consistenti e solo pochi operatori autorizzati dalla CONSOB hanno già cominciato a presentare offerte sui loro portali.

La diffusione di una capillare cultura dell’investimento on-line nelle aziende non quotate è probabilmente un impegno troppo rilevante per la neonata industria dell’equity crowdfunding e per le prime aziende che stanno proponendo investimenti on-line.

Allora ecco che l’aiuto arriva, ancora una volta, dagli USA e tramite uno strumento che talora può sembrare vecchio, ma che rappresenta ancora la chiave fondamentale di comunicazione con le masse: la televisione.

Nel secolo scorso il maestro Alberto Manzi insegnò l’italiano in televisione a gran parte del Paese, ponendo le basi dall’e-learning. Oggi, lo stesso ruolo nella finanza alternativa è affidato ad imprenditori di spessore internazionale come Joe Bastianich, capaci di utilizzare la loro forza comunicativa e l’appeal della loro professionalità per infrangere le barriere che separano il pubblico da materie complesse quali l’investimento in nuove aziende.

Restaurant Start Up

Sky ha proposto in Italia un format americano di grande successo proprio grazie a Joe Bastianich e Tim Love, “Restaurant Start Up”: aspiranti imprenditori della ristorazione si confrontano davanti ai due noti esperti internazionali, ed i migliori saranno finanziati con un’operazione di angel investing che permetterà loro di avviare un’azienda, sempre che sussistano le condizioni personali, economiche e finanziarie dell’investimento. La conclusione di ogni puntata si allontana sensibilmente dal talent e dalla fiction: pur restando in ambiente televisivo la negoziazione sintetizza una reale valutazione di opportunità imprenditoriali.

Shark Tank

Da cinque anni negli USA è in programmazione “Shark Tank”, una trasmissione nella quale alcuni aspiranti imprenditori presentano le loro proposta ad una ristretta giuria di investitori qualificati che decidono se ed in che cosa investire tra le proposte presentate. La trasmissione ha avuto un grande successo sulla ABC e si appresta al lancio italiano su Mediaset tra poche settimane.

In entrambi i casi si tratta di trasmissioni televisive che spiegano come avviene l’angel investing, cioè la sottoscrizione di capitale di rischio in start-up che si trovano in una fase molto preliminare della loro vita imprenditoriale. Il modello è però passivo: il telespettatore osserva come l’imprenditore presenta il proprio progetto, come l’investitore lo valuta e come viene condotta la trattativa. L’engagement è certamente forte, poiché a molti piacerebbe avere l’opportunità di lanciare un progetto di vita.

Si tratta di trasmissioni che puntano all’entertainment, come tutta la televisione, ma che hanno anche l’importante effetto collaterale di consentire alle masse di familiarizzare con il modo in cui gli investitori valutano un progetto e prendono decisioni. In un Paese come l’Italia, dove l’educazione scolastica è didascalica e retrospettiva, ciò comporta la possibilità di aprire gli occhi su un mondo del tutto sconosciuto e di imparare qualcosa divertendosi.

The Startup Hour

Ora dagli USA è in arrivo una ulteriore novità che si propone di avvicinare ancora di più il pubblico al mondo della finanza alternativa, fino ad un diretto coinvolgimento nell’investimento: “The Startup Hour” è un programma televisivo appena annunciato che consentirà al pubblico di partecipare attivamente, votando i progetti o finanziandoli, nelle forme dell’equity crowdfunding.

L’engagement qui sarà ancora maggiore e lo show si compenetrerà con il mondo reale, nel quale è possibile perdere denaro o guadagnarne, ed in ogni caso influire sulla vita delle persone. Una piattaforma di investimento mobile gestita da Microsoft e l’apertura di un canale di comunicazione post-investimento consentiranno al pubblico di entrare finanziariamente e giuridicamente nella compagine sociale o comunque seguire il progetto anche dopo lo show.

Si tratta di iniziative che possono avvicinare il pubblico alla finanza alternativa, mostrare con semplicità concetti e profili talora complessi, spettacolarizzandoli, esasperandoli, ma pur sempre divulgandoli. In questo momento è quello che serve per avvicinare il vero “crowd” alle logiche di investimento e per sostenere in modo fortemente comunicativo il decollo della cultura della finanza alternativa.

Secondo la Banca Mondiale nel 2025 il mercato mondiale dell’investment crowdfunding varrà il doppio del mercato del venture capital (oltre 92 miliardi di dollari). La comunicazione di base è essenziale per introdurre il “crowd” alle nuove opportunità.

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