Lanciata piattaforma di crowdfunding verticale dedicata al settore vitivinicolo

WineFunding è una piattaforma francese di reward ed equity crowdfunding dedicata a iniziative relative al settore vinicolo. In Italia non sarebbe possibile

 

WineFunding piattaforma equity e reward corwdfunding dedicata al vino

In Francia è stata lanciata una piattaforma di crowdfunding verticale, dedicata esclusivamente al settore del vino. Si tratta di WineFunding, fondata da Maxime Debure nel 2015 e on line dallo scorso maggio 2016.

Il curriculum di Maxime corrisponde al posizionamento della piattaforma di crowdfunding: una combinazione di competenze vino e competenze di business. Maxime è un ingegnere agronomo ed enologo, con 8 anni di esperienza nel mercato internazionale del vino in Australia, America Latina, Stati Uniti e Francia, e altri 8 anni nella consulenza direzionale e nella finanza. Quando Maxime ha iniziato ad interessarsi nella finanza alternativa, si rese conto che il crowdfunding sarebbe potuta diventare una forza di cambiamento e di crescita per il settore del vino. La sua idea era quella di creare una piattaforma di crowdfunding aperta ad ogni metodo di finanziamento – equity, prestito o prevendita – e specializzata nel mercato verticale della produzione e vendita del vino.

Per ora la piattaforma prevede due opzioni di raccolta fondi:

  • Pre-vendita (reward crowdfunding) – Con questo tipo di crowdfunding l’impresa raccoglie fondi in forma di anticipazioni di cassa da rimborsare in natura. Gli investitori per esempio pagano in anticipo per una selezione di vini che saranno spediti ogni anno per un periodo di 2 a 5 anni. Alcuni pacchetti di pre-vendita possono includere chicche aggiuntive, come il pernottamento presso l’azienda vinicola. Il vino viene venduto a prezzi preferenziali, con sconti dal 20% al 40%. La dimensione media degli ordini osservata nella prima campagna è stata di € 380.
  • Equity crowdfunding – Gli investitori acquisiscono una partecipazione azionaria diretta in una società vitivinicola o in una che fornisce prodotti o servizi relativi al settore vinicolo. In cambio gli azionisti ricevono dividendi e capital gain. Esiste anche la possibilità di prevedere extra supplementari come prezzi preferenziali per i vini finanziati sulla piattaforma. L’investimento minimo è di € 500.

Non tutti i progetti legati al vino vengono selezionati per essere finanziati su WineFunding. La piattaforma vuole essere aperta a tutte le imprese che ruotano attorno al settore vitivinicolo, che si occupino di marketing, di vendita, della catena del valore. Peraltro, punta esclusivamente su progetti di qualità che abbiano il potenziale per garantire un profitto, così come – e questo va spesso di pari passo – la capacità di produrre vini di qualità, come i vini a denominazione d’origine nelle regioni del Bordeaux e della Borgogna.

Il team di WineFunding è costituito da esperti acclarati del settore vitivinicolo francese. Inoltre, il suo “consiglio di supervisione” conta alcuni dei maggiori esperti di vini, come, ad esempio, Dominique Laporte, un sommelier pluri premiato, e Michel Bettane, co-creatore di una delle maggiori guide mondiali sul vino, il Bettane & Desseauve. La qualità del vino è una parte determinante del processo di selezione delle imprese che applicano per raccogliere fondi sulla piattaforma. Queste devono inviare campioni dei loro vini che sono poi degustati dal panel di esperti della piattaforma.

La piattaforma ritiene che competenza e un approccio orientato alla qualità siano essenziali per ottenere la fiducia del settore vitivinicolo, ancora piuttosto tradizionale e conservatore.

In Italia, in cui le potenzialità del settore vitivinicolo sono ancora più elevate di quelle francesi, un’iniziativa come quella di WineFunding non sarebbe possibile. Almeno per la parte di relativa all’equity crowdfunding.

Come abbiamo più volte sottolineato, infatti, l’accesso all’equity crowdfunding è limitato a startup e PMI innovative, categorie in cui difficilmente potrebbe rientrare un “wine maker”. Pregiudicando così non solo la possibilità di trovare fondi alternativi per lo sviluppo ad un elevatissimo numero di aziende italiane di qualità, ma impedendo anche ai risparmiatori di investire direttamente in un settore solido e per il quale l’Italia è famosa nel mondo.

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