A Londra nasce piattaforma “italiana” di equity crowdfunding dedicata al food

Un Italiano e un acceleratore di Bologna hanno fondato in UK Crowdfooding, prima piattaforma di equity crowdfunding verticale dedicata interamente al Food & Beverage

 

Crowdfooding equity crowdfunding dedicato al food

A Londra, è stata lanciata Crowdfooding, la prima piattaforma di equity crowdfunding verticale dedicata al mondo del cibo che mette in contatto startupper e investitori. Attualmente il comitato di investimento della piattaforma sta vagliando le candidature delle prime società e dunque le prime campagne saranno online entro la fine di Aprile.

Crowdfooding è in realtà un marketplace, in quanto, a differenza delle piattaforme di equity crowdfunding, non si occupa di assicurare la chiusura dei deal, ma si limita a mettere in contatto gli investitori e le società senza dunque esigere un success fee.

La piattaforma, che vuole portare il concetto di equity crowdfunding nel settore food and beverage, è stata fondata da un italiano: Alessio D’Antino con la partecipazione di YouCan Group, un acceleratore bolognese.

In un’intervista sul quotidiano online AgroNotizie, Alessio D’Antino ha spiegato che la decisione di aprire la società a Londra deriva dal fatto che l’idea e il team sono stati messi su negli Stati Uniti, a San Francisco, dove lavoravano, ma che a Londra la scena food and beverage è molto dinamica e matura ed è forte la presenza di investitori interessati ad idee innovative. Inoltre il Governo inglese incentiva gli investimenti in startup attraverso sgravi fiscali che arrivano fino al 50%.

Nella stessa intervista, D’Antino ha anche spiegato come funziona Crowdfooding: “Il nostro target è il cibo. Dai prodotti fisici fino alla catena di ristoranti passando per l’agricoltore. L’importante è che siano progetti innovativi ed economicamente remunerativi. Chi è interessato deve farci avere una presentazione in cui si evidenziano i punti di forza del progetto, il team che ci lavora e la richiesta di finanziamento. Poi noi valutiamo la parte economico-finanziaria. Comunque tutte le informazioni sono sul nostro sito internet. Deve essere un’azienda già in attività, non basta solo una idea. L’investitore deve avere qualcosa di concreto su cui basare le sue valutazioni, anche solo a livello di prototipo. Il secondo requisito è che ci deve essere un team che lavora sul progetto con continuità”.

Per quanto riguarda il profilo degli investitori, infine, D’Antino ha aggiunto: “Sono persone o società che fanno questo di mestiere, o quasi. Il software che abbiamo sviluppato contiene una banca dati di circa tremila investitori attivi nel settore food and beverage. Chi investe oltre al rischio accetta e vuole fare parte di un’avventura imprenditoriale, diventa parte dell’azienda”.

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