Perché i produttori di vino europei raccolgono con equity crowdfunding in UK e in Italia no?

Casa vinicola raccoglie +400k con una campagna di equity crowdfunding su Seedrs. In Italia, nonostante la legge di bilancio 2017, non sarebbe ancora possibile

 

Produttori di vino europei raccoglono con equity crowdfunding in UK e non in Italia

La società vinicola portoghese, Wine With Spirit, che si definisce “winetech” ed è stata fondata nel 2016, ha chiuso la propria campagna di equity crowdfunding su Seedrs, lanciata all’inizio di quest’anno con l’obiettivo di raccogliere £ 400.000. A chiusura del round, Wine With Spirit si è assicurata £428.504.

La missione della startup food è di produrre e vendere vini deliziosi, creativi, ed esclusivi, ciascuno con una propria storia originale da raccontare. La società ha spiegato che non produce vini solo da accompagnare ai pasti. La società ha infatti dichiarato: “In WWS crediamo che le emozioni siano strettamente legate al vino e sappiamo esattamente come alimentare una simile relazione. Così, i nostri vini nascono da emozioni e circostanze che raccontano storie e ispirano situazioni nella vita dei consumatori degne di essere condivise. Ci definiamo inventori del “Enotainment”, un universo di condivisione e di interazione dove l’intrattenimento e il divertimento sono alla base di un nuovo modo di bere vino e di vivere la vita”.

Wine With Spirit è stata votata come cantina più innovativa del mondo al Wine Business Innovation Summit 2014, in Germania.

Interessante notare che la campagna ha presentato anche una componente “reward”: a determinate soglie di investimento erano associate ricompense diverse costituite da sconti sui vini e bottiglie di vini speciali.

In Italia l’equity crowdfunding è tuttora limitato a startup e PMI innovative, nonostante la legge di bilancio 2017 abbia esteso a tutte le PMI questo “privilegio”. Purtroppo, dopo tre mesi, Consob non ha ancora recepito la misura nel regolamento. Non sappiamo se in Italia WWS avrebbe potuto essere una startup innovativa, ma ne dubitiamo. E, quindi, una società interessante, con ampie prospettive di crescita, così come lo sono tantissime case vinicole italiane, vede tuttora limitate le proprie possibilità di raccogliere fondi in maniera alternativa.

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