Una nuova piattaforma di Lending Crowdfunding prossimamente in Italia. Anche per le imprese

In un intervista a Milano Finanza, Ignazio Rocco di Torre Padula svela il suo progetto di una piattaforma di lending crowdfunding da lanciare in Italia

 

Lending crowdfunding Ignazio Rocco

Secondo quanto riportato da Bebeez.it, MF-Milano Finanza ha intervistato Ignazio Rocco di Torrepadula (ex leader della practice istituzioni finanziarie di Bcg in Europa Centrale e oggi senior advisor di Tikehau Capital), che ha confermato il suo interesse per il lending marketplace (o lending crowdfunding).

Sebbene nell’intervista non vengano rilasciati molti dettagli, se non che il progetto sarà finanziato dallo stesso Ignazio Rocco, emergono alcuni punti di vista interessanti.

Secondo Rocco, l’opportunità più rilevante sta nella creazione di portafogli molto diversificati di prestiti ai privati o a piccole imprese, definendo in anticipo le caratteristiche che questi prestiti devono avere in termini di scadenza e/o profilo di rischio e riuscendo a offrire semplicità, velocità, trasparenza ed efficienza sia ai debitori sia agli investitori.

Inoltre, si evidenziano le grandi differenze tra sistema europeo e USA, dove una piattaforma come Lending Club ha sì ottenuto una quotazione in borsa per un valore di 9 miliardi, ma riesce anche ad offrire tassi che in Europa non sarebbero possibili perché negli Usa non esiste il concetto di tasso d’usura e quindi non c’è limite.

Rocco ritiene quindi che non si potranno mai far pagare dei tassi ai livelli americani, “sia perché ci sono soglie massime di tasso applicabile sia perché in generale, contrariamente a quanto si pensi, le banche commerciali europee nelle attività retail sono spesso più efficienti di quelle americane e applicano comunque interessi molto più bassi a consumatori e pmi. È necessario quindi che il piano industriale di un lending marketplace in Italia tenga conto di tutto questo”.

Nel suo recente rapporto sul lending crowdfunding, di cui abbiamo scritto, Morgan Stanley avverte che in Europa ci potrebbero limiti allo sviluppo del mercato dovuti al fatto che i soggetti che gestiscono piattaforme devono vigilati e, in particolare in Italia, autorizzati da Banca d’Italia. A questo proposito Rocco si propone di anticipare il problema sottolineando che per il suo progetto rientrerà tra i soggetti vigilati e che, comunque, la materia è davvero in divenire, “tanto che di recente anche l’Eba ha pubblicato un paper sul tema (scarica qui il paper) in cui fa presente che la direttiva Ue sui servizi di pagamento non tratta gli aspetti legati all’attività di erogazione del credito né i temi legati all’eventualità di default delle piattaforme”.

 

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