Al via Hope sgr, il nuovo Pir alternativo per investire in economia reale aperto anche al pubblico retail

Investirà in private equity, real estate e infrastrutture ecosistenibili, dopo aver raccolto 500 milioni di euro da investitori istituzionali e retail

 

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E’ stata presentata ufficialmente lo scorso 23 ottobre Hope, acronimo di Holding di Partecipazioni Economiche, la prima Sicaf retail classificata come PIR alternativo che si quoterà a Piazza Affari, con una ipo destinata anche ai piccoli investitori, per dotarsi delle risorse necessarie a investire in economia reale, e quindi a investire da un lato in imprese italiane in ottica di private equity ma dall’altro anche a investire in sistemi urbani, quindi in real estate ma anche in  infrastrutture ecosostenibili. La presentazione è avvenuta con un evento al Tearo dal Verme di Milano, riferisce BeBeez.

Il progetto, lanciato lo scorso febbraio, è operativo da inizio settembre, dopo che è arrivata l’autorizzazione da Banca d’Italia, previo parere di Consob. Il prossimo passo di Hope sgr è il collocamento in borsa della Sicaf Eltif, tramite un collocamento sia istituzionale sia retail, con l’obiettivo di raccogliere in prima battuta 500 milioni di euro. Ma si tratta solo del primo passo di un funding che nel lungo termine, nell’arco di 10 anni, potrebbe arrivare a 10 miliardi. Secondo quanto risulta a BeBeez,  il collocamento da 500 milioni dovrebbe essere al 30% istituzionale e il resto presso il pubblico retail. Per il collocamento retail, che prevederà un ticket di investimento minimo di mille euro, sarà necessario attendere il via libera della Consob al prospetto, che arriverà nel 2022. Il rendimento lordo obiettivo è a doppia cifra, nell’ordine del 10%-12%. I prossimi mesi saranno invece dedicati al collocamento presso gli investitori istituzionali, che si aggiungeranno ai 43 soci fondatori che hanno inizialmente capitalizzato Hope per circa 15,7 milioni di euro.

Chi è Hope sgr

Ricordiamo infatti che Hope sgr è stata fondata da un gruppo di investitori istituzionali (essenzialmente banche), imprenditori e investitori privati, che hanno appoggiato il progetto lanciato dal ceo Claudio Scardovi, sino allo scorso febbraio global co-head for financial services e managing director della società di consulenza strategica e turnaround Alix Partners. Scardovi  è anche socio di HOPE con una quota di circa il 3,6%

I principali soci di Hope a oggi sono Unicredit (19%), Amundi sgr (14,5%), Banca Generali (9%) e Bnl (5,4%), ma nel capitale figurano con quote minori anche Cnp Unicredit Vita, Banco Bpm, Popolare di Ragusa, Banca Mediolanum e Banca Popolare di Puglia e Basillicata, così come alcuni  investitori privati, per esempio Mauro Del Rio, fondatore di Buongiorno! (attraverso la sua holding Capital B!)Stefano Aversa (Global Vice Chairman and Chairman EMEA di AlixPartners), Piero Masera (managing director di Alix Partners), Andrea Beltratti (ex presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, attraverso la sua AFI), Emilio Ottolenghi (sia direttamente sia attraverso la sua Petrolifera Italo-Rumena),  Matteo e Paolo Zanetti (prodotti caseari), Alessandra Manuli (attraverso AMH Urban Regeneration) e Vito Rocca (ex ceo del gruppo insurtech RGI, attraverso Vierre Holding srl). Ma l’elenco è lungo e comprende agli imprenditori Angelica Dallara (Dallara Automobili), Urbano Cairo (RCS), Isabella Seragnoli (azionista di riferimento di Coesia Group), Matteo e Paolo Zanetti (azionisti di controllo dell’omonima azienda casearia). Il  Cda è composto da sette membri, di cui sei non esecutivi. Oltre a Scardovi, sono il presidente Stefano Caselli (pro-rettore dell’Università Bocconi), Francesco De Giglio (ex partner di Arcadia sgr ed ex managing director di Advent International in Italia), Mauro Del Rio, l’avvocato d’affari Nunzio LucianoAlessandra Manuli e l’economista Lucrezia Reichlin.

Il board è affiancato da un Comitato di Sostenibilità che comprende Anna Gervasoni (direttore generale dell’Aifi), Carlo Ratti (direttore del Senseabe City Lab del Mit di Boston), Cinzia Tagliabue (ceo di Amundi Italia), ma anche l’attrice Cristiana Capotondi, l’ex modella Bali Lawal e l’atleta Larissa Iapichino. Il comitato d’investimento corporate è presieduto invece da Galeazzo Pecori Giraldi (chairman non esecutivo), già country head di Morgan Stanley, oltre che dallo stesso Scardovi, affiancati da Stefania Petruccioli , partner di Progressio sgr, e Stefano Sostero (senior partner), ex managing director di Muzinich. Mentre il comitato di investimento sustainable cities è presieduto da Andrea Beltratti (chairman non esecutivo), oltre che da Scardovi, affiancati da Armando Borghi (docente di mercato immobiliare alla Bocconi nonché ceo di Citylife), Luca Malighetti (managing director presso il fondo Usa Varde Partners) e Mirko Tironi (senior partner), ex di Varde Partners e oggi membro del cda di Borio Mangiarotti.

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