L’equity crowdfunding in Italia potrebbe superare i 100 milioni di raccolta nel 2020

Lo studio sul futuro dell’equity crowdfunding in Italia realizzato dal nostro editore EdiBeez, con il patrocinio di AIEC, prospetta un trend di grande crescita anche se a tassi decrescenti

 

Previsioni crescita equity crowdfunding in Italia 2018-2020

 

EdiBeez, editore di Crowdfunding Buzz e di BeBeez, il primo in Italia specializzato in news e servizi sugli investimenti privati in capitale di rischio e di debito, ha rilasciato uno studio che analizza la crescita dell’equity crowdfunding in Italia e ne prospetta gli ulteriori sviluppi nei prossimi due anni, giungendo alla conclusione che, nel 2020, la raccolta potrebbe raggiungere i 110 mila euro.

Lo studio, patrocinato da AIEC (Associazione Italiana Equity Crowdfunding), si basa sui dati storici raccolti quotidianamente da Crowdfunding Buzz e ne analizza il trend paragonandolo a quello delle analoghe piattaforme europee.

L’assunto è che, nonostante il regolamento sia stato pubblicato nel 2013, in Italia l’equity crowdfunding sia in realtà partito con tre anni di ritardo rispetto all’Europa. Questo a causa di alcune gravi limitazioni, poi superate grazie al congiunto impegno degli “stakeholder” (AIEC in testa), di Consob, del MISE e del Governo.

Se, dunque, come afferma nell’introduzione Stefania Peveraro, Presidente di EdiBeez, “per gli altri Paesi europei l’anno 1 è stato il 2013, per l’Italia è stato il 2016. Un ritardo che, da un lato, lascia intravvedere consistenti margini di crescita e, dall’altro, fornisce un parametro sui cui basare le previsioni del settore per i prossimi due anni.”

Secondo lo studio, il 2018 dovrebbe chiudere con €34 milioni raccolti per 121 campagne finanziate (ora siamo già a oltre 27 milioni per 92 campagne), rappresentando il picco storico come tasso di crescita (+189%). La crescita rallenterà poi negli anni successivi, ma sarà sempre consistente sfiorando i 60 milioni il prossimo anno e superando i 100 nel 2020.

Il metodo utilizzato si basa sul trend di altri paesi europei tra il 2013 e il 2017, ritarati sulle dimensioni e sui tassi di crescita di ogni singola piattaforma italiana, assumendo, appunto, che il vero “anno 1” in Italia sia stato il 2016.

In più, vengono prese in considerazione le nuove piattaforme che dovrebbero entrare sul mercato: si stima potrebbero essere nove (di cui due di real estate crowdfunding), tra la fine di quest’anno e il prossimo.

Fabio Allegreni, AD di EdiBeez e curatore dello studio, non nasconde un’ulteriore dose di ottimismo: “Come ogni previsione futura, anche la nostra è fatta per essere smentita. Tuttavia, ci sentiamo di credere che, se questo accadrà, sarà in eccesso e non in difetto. Tale convinzione deriva, non tanto dalla cieca fede nel metodo utilizzato, quanto dall’osservazione quotidiana di questo mercato, dal quale cogliamo alcuni importanti segnali“.

Secondo Allegreni, si potrebbero infatti presentare ulteriori elementi di crescita:

  • la nascita di strumenti che riducano l’illiquidità degli investimenti, quali uno o più mercati secondari, attraendo così più capitali
  • l’incremento nella dimensione media dell’offerta grazie al possibile ingresso nel mercato di società più consolidate e con target di raccolta più elevati (come è accaduto in UK)
  • il coinvolgimento della “grande impresa” che, finalmente, potrebbe cogliere nell’equity crowdfunding un modo efficiente per coltivare la cosiddetta “open innovation”

 

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