Gli investimenti dei business angel nel 2020 hanno tenuto. Crescono quelli con equity crowdfunding

Un report di IBAN rileva che, nonostante la pandemia, gli investimenti nel 2020 dei business angel in startup e scaleup sono stati pari a 51 milioni in 96 società

 

Business Angels investono sempre di più con equity crowdfunding

 

Nel 2020, nonostante il Covid, gli investimenti dei Business Angel italiani, come singoli o in syndication, hanno raggiunto i 51 milioni di euro, per 96 società target. Numeri molto simili a quelli dell’anno precedente in cui i capitali investiti erano stati pari a 52,7 milioni di euro per 88 società.

Sono i numeri che emergono dall’indagine annuale condotta da IBAN, Italian Business Angels Network, con la supervisione scientifica del professor Vincenzo Capizzi dell’Università del Piemonte Orientale e della SDA Bocconi e la collaborazione di BeBeez (qui il report completo).

Circa il 95% delle operazioni sono state condotte da investitori italiani, con una presenza media di 11 business angel per ogni deal, una tendenza già rilevata negli anni precedenti, anche in ambito internazionale.

Oltre ad operazioni portate avanti esclusivamente dagli “angeli”, continuano anche gli investimenti in affiancamento ai fondi di venture capital oppure attraverso le piattaforme di equity crowdfunding. Complessivamente, i round di startup e scaleup che vedono l’intervento di business angel hanno raccolto 402,5 milioni.

In particolare, gli investimenti in syndication con i fondi di venture capital hanno registrato un aumento dell’attività con un +41,3% a 325 milioni di euro su 108 società (nel 2019 gli investimenti erano stati pari a 230 milioni per 51 società). Secondo i calcoli di BeBeez, nel 2020, gli investimenti complessivi di venture capital in senso lato e quindi condotte da fondi, holding di investimento, aziende corporate, business angel e piattaforme di equity crowdfunding, avevano raggiunto quota 780,5 milioni di euro nel 2020 per 306  round, inclusi però 75 milioni di euro di venture debt (si veda qui il Report Venture 2020 di BeBeez, disponibile per gli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data).

I business angel sono stati molto attivi sulle piattaforme di equity crowdfunding: nel 2020 sono state mappate 101 operazioni (dalle 27 del 2019) per un totale di 26,5 milioni, in netto rialzo dagli 1,3 milioni dell’anno prima, con un investimento medio per angel di poco superiore ai 12mila euro (fonte: Osservatorio Crowd-Investing della School of Management del Politecnico di Milano).

La pandemia sembra però aver aumentato la sensibilità al rischio, con una riduzione degli importi medi investiti e d’altro lato con il contemporaneo aumento delle società target oggetto dell’investimento: più del 50% degli investimenti realizzati nel 2020 infatti è stato inferiore a 100mila euro (42% nel 2019) e solo il 5% ha superato i 500mila euro (26% nel 2019), mentre in media business angel hanno investito in ogni società target circa 50 mila euro.

Dall’Indagine IBAN emerge infine che il business angel-tipo è un manager o un imprenditore, con un patrimonio mobiliare inferiore ai 2 milioni di euro, che investe in modo non prevalente (meno del 10% del proprio patrimonio per il 73% del campione) in operazioni di angel investment. La percentuale investita individualmente raramente supera il 15% del capitale della società target e gli investimenti sono multipli: all’inizio del 2020 il portafoglio dei business angel è composto in media da 6 aziende.

Paolo Anselmo, presidente di IBAN, ha commentato: “È interessante rilevare come in più del 50% dei casi i Business Angel dichiarino di avere un grado di coinvolgimento medio o alto nella vita quotidiana delle startup, con visite in azienda frequenti, e un apporto soprattutto in termini di contatti presso la business e financial community (24%) e di competenze di tipo strategico (22%). Nonostante la pandemia il 2020 è stato un anno dinamico per l’angel investing italiano che non solo ha contribuito a immettere capitali nell’intero comparto dell’innovazione, ma ha anche ottenuto importanti risultati, come le detrazioni fiscali previste dal Decreto Rilancio e il riconoscimento come investitori qualificati dell’ecosistema dell’innovazione. Tutti passi avanti molto importanti. Un ulteriore segnale di dinamismo e vivacità che abbiamo riscontrato è stato il significativo incremento del numero dei soci iscritti a IBAN, che nel corso dell’ultimo anno sono aumentati di oltre 120 unità”.

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