La Federazione Svizzera per la Blockchain pubblica le linee guida sulle Security Token Offering (STO)

La guida fornisce raccomandazioni sull’emissione di token azionari e spunti di riflessione agli emittenti esteri che intendono creare security token secondo il diritto svizzero

 

Swiss Blockchain Federation guida per le emissioni di azioni tokenizzate

 

 

La Federazione Svizzera per la Blockchain ha pubblicato ieri le sue linee guida su azioni digitali e relativi token. La guida è concisa (è lunga solo 11 pagine) ed è stata elaborata da esperti del settore, tra cui la Bitcoin Association Svizzera, l’Università di Zurigo e operatori come Falcon Private Bank e SDX. Si propone di illustrare le raccomandazioni più importanti sull’emissione di token azionari e fornire spunti di riflessione agli emittenti esteri che intendono creare security token secondo il diritto svizzero.

L’emissione di azioni e di altri strumenti finanziari sotto forma di token digitali è visto come uno dei casi d’uso più promettenti per la tecnologia blockchain. Anche gli emittenti più piccoli sono ora in grado di digitalizzare le loro azioni, i certificati di partecipazione o le obbligazioni nel pieno rispetto dei requisiti normativi. Diventano trasferibili digitalmente in pochi secondi, il che a medio termine potrebbe consentire lo sviluppo di mercati secondari per tutte le azioni attualmente non negoziate pubblicamente.

La Swiss Blockchain Federation, si legge nel comunicato stampa, “è convinta che i mercati dei capitali del futuro saranno digitalizzati e che la Svizzera è ben posizionata per assumere un ruolo pionieristico e di leadership in questo campo“.

Il documento innanzitutto distingue tra token azionari e di debito. I primi sono azioni in mano agli azionisti, che possono essere emessi come azioni nominative o al portatore (ma solo se quotate in Borsa o strutturate come titoli intermediari). Poiché il diritto svizzero consente di separare il registro dei titoli (Wertrechtebuch) dal registro degli azionisti con le informazioni sugli aventi diritti patrimoniali (Aktienbuch), è possibile registrare le azioni nominative e mantenere i dati personali degli azionisti fuori dalla blockchain.

I token di debito rappresentano invece un credito nominale nei confronti dell’emittente che porta al  rimborso di una somma monetaria (capitale) dopo una scadenza fissa e di solito anche di pagamenti periodici di interessi (cedole). Può anche essere strutturato in modo tale da avere caratteristiche simili ad azioni (strumenti mezzanine). Le startup, inoltre, emettono spesso debiti convertibili che possono o devono essere convertiti in azioni a scelta dell’emittente e/o del prestatore. La circolare tuttavia riguarda solo i token azionari.

L’emittente deve far sì che i detentori dei token siano informati dei loro diritti e aggiornati sulle notizie sulla società, idealmente attraverso il proprio sito. Nel dettaglio, l’emittente dei token deve fornire i documenti annuali sull’andamento della società e rispondere alle domande nel corso delle riunioni degli azionisti. Nel caso dei token negoziati pubblicamente, i bilanci devono essere soggetti a controllo da parte di società di revisione. Inoltre, si raccomandano aggiornamenti sui KPI della società. In ogni caso, per gli investitori deve essere semplice comunicare con l’emittente ed esercitare i propri diritti digitalmente.

La società emittente deve anche essere trasparente sulla tecnologia utilizzata per il token e fornire il codice sorgente degli smart contract, possibilmente verificato da un audit indipendente, i cui risultati siano resi pubblici. La piattaforma dovrebbe essere aperta e l’emittente dovrebbe accertarsi che sia possibile trasferire i token su piattaforme diverse. Per quanto riguarda la protezione dei dati, la Federazione raccomanda di attenersi alla GDPR, specialmente se i token sono rivolti agli investitori internazionali.

Ad oggi sussiste il rischio che il trasferimento di un token non trasferisca il titolo a esso legato, dato che nel codice svizzero sulle obbligazioni mancano i riferimenti alla blockchain. Per ridurre questo rischio, la guida raccomanda l’implementazione di meccanismi di riserva. Anche nel caso dei token azionari, sono ammessi i patti parasociali, che tuttavia sono giuridicamente e tecnicamente separati dal token.

Nel caso in cui un’azienda effettui una offerta pubblica di token azionari, tutti gli azionisti devono ricevere pari trattamento, salvo sia diversamente stabilito, ad esempio con le classi di azioni. Per l’offerta pubblica di token azionari, la società deve redigere un prospetto in una delle lingue ufficiali della Svizzera o in inglese, che deve essere approvato dalle autorità entro 20 giorni ed è valido 12 mesi.

La struttura e i contenuti del prospetto sono definiti dalla Financial Services Ordinance (FSO), che prevede una serie di esenzioni all’obbligo di pubblicazione del prospetto. Ad esempio, se i titoli sono offerti solo a clienti professionali o a meno di 500 clienti al dettaglio, oppure se l’emissione totale su un periodo di 12 mesi è inferiore a 8 milioni di franchi svizzeri.

Tuttavia, anche se non sussiste l’obbligo legale di pubblicare un prospetto, è consigliabile redigere un memorandum d’offerta, che specifichi l’esenzione applicabile e contenga tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione informata sul loro investimento. Il prospetto permette di fare l’offerta pubblica solo in Svizzera. Nel caso in cui ci si rivolga a investitori di altri paesi, è necessario rispettare la regolamentazione estera di riferimento. È molto probabile che un prospetto approvato dall’Ue venga automaticamente riconosciuto in Svizzera, mentre un prospetto approvato dalla Svizzera non sarà probabilmente riconosciuto nell’Ue.

Per quanto riguarda la negoziazione dei token azionari, ad oggi le PMI non possono effettuarla in Svizzera a causa di ostacoli giuridici e tecnici. La situazione dovrebbe cambiare con l’entrare in vigore dello Swiss Blockchain Act. La quotazione richiede infatti che l’emittente soddisfi standard di quotazione elevati (e quindi spesso costosi) ed è pertanto effettuata per lo più da emittenti maturi.

In alternativa alle sedi di negoziazione centralizzate, esistono diverse borse decentrate, che spesso non rientrano nell’ambito di applicazione di qualsiasi obbligo di autorizzazione. La quotazione in una borsa decentrata comporta un numero molto inferiore di requisiti normativi, ma anche livelli inferiori di protezione degli investitori. Inoltre, gli investitori istituzionali potrebbero non essere in grado di investire attraverso borse non regolamentate a causa di restrizioni autoimposte o legali.

Nel caso di piccole imprese o in mancanza di sedi di negoziazione ben consolidate e debitamente autorizzate con un buon apporto di liquidità, gli emittenti dovrebbero considerare la possibilità di agire in qualità di market maker: offrendo azioni in vendita e riacquistandole. In ogni caso, l’acquisto di azioni proprie deve essere reso pubblico nell’allegato dei bilancio annuale e gli azionisti devono ricevere equo trattamento. Inoltre, il market making regolare e su base professionale richiede un’autorizzazione come istituto di valori mobiliari ai sensi della legge sugli istituti finanziari (FinA), anche se effettuata dall’emittente e anche se l’emittente non è attivo principalmente nel settore finanziario. Infine, l’emittente deve stabilire regole per disciplinare l’insider trading vincolanti per i dipendenti e rendere note le operazioni di questi tipo (senza necessariamente menzionare il loro autore).

La Swiss Blockchain Federation è un partenariato pubblico-privato impegnato a mantenere e ampliare l’attrattiva e la competitività della Svizzera come località blockchain. Per perseguire queste finalità, le principali sfide sono la creazione di sicurezza legale, condizioni quadro favorevoli e un ecosistema consolidato. La Federazione è costituita dai Cantoni Ticino, Zurigo e Zugo, da alcune Università e da diverse società.

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