La SEC spegne gli entusiasmi sul crowdfunding con blockchain e monete digitali (ICO)

Alla luce dei dubbi sorti dopo i $500 milioni raccolti dagli ICO, l’organo di vigilanza USA ha rilasciato un rapporto in cui li considera “titoli” a tutti gli effetti

 

ICO nel mirino della SEC

ICO, acronimo per Initial Coin Offering, è una nuova modalità di raccogliere fondi on line per finanziare progetti creando proprie valute digitali e vendendole sul web al “crowd” a fronte di valuta “reale” (es. dollari) o “virtuale” (es. Bitcoin o Ethereum). La promessa è che, una volta che i prodotti/servizi saranno realizzati, le valute – con nomi come BAT, Mysterium e Siacoin – potranno essere utilizzate per acquistare i servizi offerti dal progetto, come l’immagazzinamento dati o l’accesso anonimo a Internet e, in più, nel frattempo, potrebbero anche apprezzarsi.

Solo nel 2017, secondo l’istituto di ricerca Smith & Crown, ben 65 progetti sono stati finanziati con ICO per un valore complessivo di $522 milioni. In un recente articolo di Gabriele Marazzi su Fintastico.com è riportata un tabella con i casi di ICO più eclatanti degli ultimi anni.

La ragione principale del successo di questa modalità di raccolta di fondi è che ha reso più facile che mai per gli imprenditori raccogliere grandi somme di denaro senza dover affrontare i vincoli regolatori e contabili nonché relativi alla protezione degli investitori.

Ma dove alcuni vedono un nuovo metodo di crowdfunding per finanziare progetti, i critici dicono che il fenomeno si presta ad abusi e, in molti casi, costituiscono una violazione della legge americana sui titoli.

E infatti, la Securities and Exchange Commission (SEC, l’organo di vigilanza USA) ha rilasciato ieri una relazione investigativa sul mercato degli ICO che, almeno negli Stati Uniti, potrebbe porre un forte freno alla sua adozione. La relazione, integrata qui sotto, è stata specificamente diretta a Decentralized Autonomous Organization, DAO, che ha lanciato la vendita dei token DAO (la propria moneta virtuale) agli investitori e ha successivamente visto una parte dell’investimento rubato da hacker per un difetto nel codice. L’indagine ha indotto la SEC a determinare che i token DAO rappresentano dei titoli (securities in inglese), così come definiti dal Securities Act del 1933 e dalla Securities Exchange Act del 1934. La conseguenza implicita, per ora relativamente al solo caso di indagine, è che la vendita dei token tramite ICO, deve essere assoggettata a tutta la normativa USA che regola l’emissione e il collocamento dei titoli.

La principale critica mossa agli ICO, infatti, è che si tratti di “far west”, di un mercato cioè senza regole che garantiscano in particolare i diritti degli investitori e li tutelino. E dunque estremamente pericolosi in quanto potenzialmente soggetti a truffe.

D’altra parte, coloro che propongono gli ICO li considerano solo come un’innovazione finanziaria che consente agli sviluppatori e ai primi investitori di poter condividere i profitti futuri di una nuova impresa di successo.

Recentemente, un team di ingegneri informatici in Lituania ha raccolto 14 milioni di dollari in 45 minuti vendendo una moneta, conosciuta come Mysterium, destinata a dare accesso a un servizio online di dati crittografato ancora in fase di costruzione.

Il giorno dopo, un gruppo di sviluppatori della Bay Area ha raccolto 35 milioni di dollari in meno di 30 secondi di raccolta di fondi online, offrendo i propri Basic Attention Tokens, che un giorno permetteranno di accedere a un nuovo browser web gratuito.

Altro esempio, un team in Svizzera ha raccolto circa 100 milioni di dollari per una moneta che verrà utilizzata in un programma di chat online che non è ancora stato rilasciato, conosciuto come Status.

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