Invoice Trading: nuova frontiera del crowdfunding per le PMI italiane

Il 2016 si sta rivelando l’anno di una nuova forma di lending crowdfunding che aiuta le PMI italiane a finanziare il circolante disintermediando le banche

 

Invoice trading in Italia

Già il report del Politecnico di Milano sul Crowdinvesting ne aveva ampiamente parlato dedicandogli un intero capitolo. Poi, è stato citato dallo studio sulla finanza alternativa dell’Università di Cambridge accreditandolo come una delle modalità di crowdfunding cresciute maggiormente nel 2015: +87% (escludendo UK).

Parliamo del cosiddetto “Invoice Trading”, letteralmente la compravendita online di fatture. In sintesi, si tratta di piattaforme che mettono in contatto PMI che hanno fatture da scontare per finanziare il proprio circolante con investitori più o meno professionali, a seconda del modello di business di ogni piattaforma.

In Italia, dopo Workinvoice, già partita da qualche anno, diverse piattaforme stanno entrando su un mercato molto promettente che taluni stimano pari a 400 miliardi.

Ecco una carrellata delle piattaforme attive e di quelle in rampa di lancio.

WorkInvoice

Workinvoice è la “veterana” delle piattaforme italiane di invoice trading. Nasce infatti a fine 2013 per iniziativa di 3 promotori (Matteo Tarroni-CEO, Ettore Decio e Fabio Bolognini) e di altri soci con una consolidata esperienza nel mondo della finanza d’impresa e del fintech. Workinvoice è il primo mercato italiano dell’invoice trading, che consente alle PMI di mettere all’asta le proprie fatture per convertirle rapidamente in contante. A luglio 2016, Workinvoice ha quadruplicato i volumi del 2015 con 15 milioni di euro di operazioni, contribuendo a migliorare la gestione della liquidità di decine di PMI italiane.

Credimi

Credimi, fondata da Ignazio Rocco di Torrepadula, a inizio settembre ha ricevuto da Bankitalia il via libera per l’attività di intermediazione finanziaria. Come riporta BeBeez.it, dalla fondazione la startup ha raccolto ben 8 milioni di euro di capitale, di cui gli ultimi 4 milioni lo scorso febbraio. A investire nell’iniziativa sono stati nomi noti della finanza e dell’imprenditoria, come Alessandro e Mauro Benetton, Paolo Merloni, Lorenzo Pelliccioli, Nerio Alessandri, la famiglia Venesio, Hans Paul Burkner (presidente The Boston Consulting Group) e Giovanni Landi (Anthilia sgr).

Non si tratta di vero e proprio “crowdfunding” in quanto, per ora, la possibilità di investire è limitata a fondi e investitori istituzionali. I crediti garantiscono ai fondi un rendimento lordo a tre mesi attorno al 4 o 5%, avendo come sottostante attività commerciali in Italia e un basso rischio di default. L’accettazione o meno della richiesta di sconto avviene nel giro di quattro ore e, grazie a un algoritmo proprietario, viene attribuito un rating in base al quale si definisce il prezzo che la piattaforma è disposta a pagare. Se c’è accordo, l’impresa cede il credito e incassa i soldi in pochi giorni invece di aspettare, come di consueto, alcuni mesi per il saldo.

Cash Me

Cash Me, è stata lanciata lo scorso anno ma è attiva da prima dell’estate. Il fondatore è Marcello Scalmati e il modello assume la forma di un’asta online. Una volta caricata la fattura, viene analizzato il debitore: se il suo profilo è convincente, la fattura viene accettata e pubblicata. A questo punto Inizia un’asta alla quale partecipano fondi di investimento ma anche privati che possono impegnarsi a depositare su un conto online 50 mila euro. L’asta dura da tre a cinque giorni e chi se l’aggiudica, entro quattro giorni si impegna a versare i fondi all’impresa in due tranches: un acconto del 90% e il resto quando il debitore finale avrà pagato, al netto del 3% che costituisce il guadagno di chi ha vinto l’asta.

CashInvoice

CashInvoice, startup fondata da Luca Scali, animatore del polo tecnologico Hub21, è invece ancora in rampa di lancio. La piattaforma analizza i dati ed emette un giudizio di affidabilità. Corriere.it riporta che Scali ha afferamto di avere già prenotazioni di fatture fino a nove milioni di euro. Il debutto operativo sarà tra novembre e dicembre «quando le aziende ripuliscono i bilanci e sistemano la gestione della cassa».

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