Salvare la Grecia o l’insalata di patate? Quando il crowdfunding diventa personal branding

La recente campagna su Indiegogo per raccogliere i miliardi necessari a salvare la Grecia ha avuto enorme risonanza su tutti i media. Potrebbe essere un esempio di utilizzo del crowdfunding per fare personal branding?

 

Greek bailout thom feeney

Alzi la mano chi prima di quattro giorni fa aveva già sentito parlare di Thom Feeney. Eppure in meno di 48 ore questo giovane marketing manager londinese è riuscito a catalizzare su di sé l’attenzione di tutti i media europei. Basta digitare il suo nome su Google e i risultati spaziano dalla BBC al Guardian, da CBC news al Sole 24 Ore e Corriere della Sera, i giornali online (e non solo) di tutta Europa e di buona parte del mondo parlano di Thom Feeney e della sua campagna di crowdfunding per salvare la Grecia dal default. La comunità online di coloro che seguono, scrivono e lavorano nel crowdfunding (compresi noi di Crowdfundingbuzz) parla da giorni della campagna che invita tutti gli europei e gli amanti della terra ellenica a donare almeno 3 Euro per poter arrivare a raccogliere gli 1,6 miliardi di Euro necessari per raggiungere il nobile obiettivo.

Sarebbe l’affermazione definitiva della Crowd Economy, del potere dato da internet a chiunque di aggregare attorno ad un’idea o ideale un numero potenzialmente infinito di altre persone e poterlo realizzare, fare la differenza come mai prima nella storia era stato possibile. Forse è davvero così, forse Thom Feeney mentre elaborava il testo della sua campagna davvero pensava di poter salvare l’economia greca o forse ha semplicemente saputo capire come cogliere e sfruttare un’occasione di visibilità globale unica.

Da tempo affermiamo che il crowdfunding (il reward based in particolare) è prima di tutto un potente canale di marketing che, se sfruttato bene, è in grado di portare rapidamente a risultati di visibilità incredibili proprio facendo leva sul passaparola generato dal crowd. Ricordate quanto rumore fece anche in Italia la campagna “Potato Salad” lanciata l’anno scorso da Zack Brown, che in 30 giorni raccolse oltre 55 mila dollari da quasi 7 mila donatori per realizzare un’insalata di patate?

La campagna “Greek Bailout Fund” non è diversa dalla “Potato Salad” e di molte altre famose campagne di reward based crowdfunding. Lo scopo principale non è quello messo in evidenza negli obiettivi della raccolta, ma è quello di far parlare quanto più possibile della campagna e soprattutto di chi l’ha ideata.

Questa chiave di lettura nulla toglie alla genialità dell’idea di Thom Feeney, che così dimostra le sue grandi doti di marketing manager moderno, capace di sfruttare i canali, le tecniche e le strategie oggi a disposizione di brand e persone che vogliono massimizzare la propria visibilità in modo economico e rapido. Citando il compianto Philippe Noiret, il Perozzi del film Amici Miei: “Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”.

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