Continua la crescita del equity crowdfunding in Italia nonostante la crisi Coronavirus

Nei primi 9 mesi del 2020 l’equity crowdfunding cresce del 26% e raccoglie 57 milioni. I dati sono stati riferiti da Fabio Allegreni, CEO di Edibeez, nel corso della MF Digital Week

 

Equity crowdfunding cresce anche nel Q3 2020

 

Nei nove mesi del 2020 le campagne di crowdfunding hanno raccolto 57 milioni, cifra che non solo è il 26% in più rispetto allo stesso periodo del 2019, ma è a soli 8 milioni dal totale dello scorso anno, appunto 65 milioni. Nel terzo trimestre il ritmo di raccolta è stato praticamente identico allo stesso periodo dello scorso anno, con 34 operazioni (stesso numero del 2019) e 18 milioni raccolti contro 17. Ciò indica che l’accelerazione è avvenuta nel primo semestre (con 39 milioni raccolti contro 28), che coincide largamente con il lockdown (qui tutte le statistiche sul equity crowdfunding di Crowdfunding Buzz).

E alla riduzione del numero medio di partecipanti a una campagna, da 137 a 119, in un momento difficile per la congiuntura e le finanze personali, fa da contraltare un aumento dell’investimento individuale medio (ticket) da 3300 a 4700 euro.

Ma anche dal lato dei richiedenti fondi si assiste a un’evoluzione. Anzitutto la crescita della dimensione media delle campagne, passata da 435 a 560 mila euro, in quanto l’aumento della raccolta totale si è accompagnato a una leggerissima flessione delle operazioni, 101 contro 103. Inoltre è cresciuto il peso delle campagne di maggiori dimensioni. In quelle al di sopra di 500 mila euro 28 richiedenti hanno raccolto più di 42 milioni contro i 321,5 raccolti da 27 entità nel 2019.

Equity Crowdfunding Italia per settore Q3 2020Soprattutto, si sta modificando il panorama di chi richiede fondi, che vede un rallentamento del ritmo di raccolta da parte delle aziende in senso stretto. Ciò a beneficio dei progetti immobiliari (real estate equity crowdfunding), dove spicca l’attività di Walliance, che sta avviando anche il collocamento di minibond, per i quali la raccolta è quasi raddoppiata da 9,7 a 18 milioni di euro nei 9 mesi.

L’altra categoria in forte ascesa è quella dei veicoli di investimento, praticamente dei fondi che a loro volta investono in aziende innovative, i quali hanno quasi quadruplicato la raccolta, da 3,3 a 13 milioni di euro, distribuiti su 8 veicoli (dei quali la sola Fin-Novia ha raccolto 7,5 milioni), dai quattro che erano nel 2019.

E’ molto probabile che il quadro economico più difficile e incerto tende a ridurre la propensione al rischio degli investitori, ai quali questi veicoli offrono l’opportunità di una maggiore diversificazione.

La tendenza alla diversificazione si manifesta anche tra gli intermediari, cioè le piattaforme. Oggi sono 15, ma sette di queste (meno della metà quindi) rappresentano il 96% della raccolta 2020

Questo il quadro del crowdfunding italiano che emerge dall’ultimo panel della Milano Finanza Digital Week, conclusasi lo scorso 1 ottobre, e dedicato proprio alle prospettive dell’investimento diffuso tramite le piattaforme di equity crowdfunding e alle loro specificità.

I dati sono stati presentati da Fabio Allegreni, CEO di Edibeez, editore di  Crowdfunding Buzz, secondo il quale la raccolta di tutto il 2020 magari non raggiungerà i 100 milioni inizialmente previsti, ma sarà in ogni caso sensibilmente superiore al 2019, per poi accelerare ulteriormente nel 2021.

Nel corso del panel, sono Tommaso Baldissera Pacchetti fondatore e AD di CrowdfundMe ha riferito che la piattaforma ha aumentato i volumi del 144%, mentre Giacomo Bertoldi, fondatore di Walliance, ha specificato che il successo del crowdfunding immobiliare è dovuto anche alla possibilità che offre a banche e altri finanziatori dei gruppi immobiliari di ridurre la propria esposizione e quindi il fabbisogno di capitale.

Tra le piattaforme, diverse di esse sono nate di recente e soprattutto si rivolgono a particolari tipologie sia di investimenti che di investitori. Un esempio è Ecomill, fondata da Chiara Candelise, dedicata al finanziamento di progetti nel campo delle energie rinnovabili. “L’intento è fornire opportunità di investimento meno rischiose e dal rendimento meno incerto” spiega la fondatrice, la quale vede una buona opportunità di sviluppo nell’avvento delle Comunità Energetiche Tecniche, in sostanza dei gruppi locali di acquisto di energia, in grado di fornire ai produttori dei bacini stabili di domanda.

Diverso il caso di Doorway, sostanzialmente una piattaforma di club deal, visto che per ogni campagna crea un veicolo separato ed è un sistema chiuso dove per aderire alle campagne occorre essere ammessi previo un esame del proprio profilo di investitore. “Ciò anche per migliorare il controllo dell’andamento dell’azienda da parte degli investitori” spiega Antonella Grassigli, CEO e Co-Founder di Doorway.

Infine va segnalata Lita.co, piattaforma specializzata sul impact investing, cioè il finanziamento di iniziative a sfondo sociale e/o votate alla sostenibilità ambientale, due fattori sempre più importanti nella definizione delle strategie di investimento anche dei più grandi asset manager.

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