Opyn nel 2022 ha erogato 752 milioni alle PMI italiane in un mercato fintech che vale 5,2 miliardi

La piattaforma di lending per le PMI ha raggiunto i 752 milioni in un mercato fintech complessivo che secondo BeBeez vale 5,2 miliardi con una crescita del 50%

 

Opyn raccoglie 752 milioni in mercato fintech italia da 5 miliardi

 

La piattaforma di lending per le imprese Opyn, la prima lanciata in Italia nel 2015, ha erogato, nel 2022, 752 milioni di euro con un numero di richieste di credito pervenute alla piattaforma più che raddoppiate rispetto al 2021, da 7.230 a oltre 16mila e 2.395 imprese finanziate dalle 1275 del 2021, per un finanziamento medio pari a 313.000 euro.

L’erogato è stato distribuito su aziende operanti principalmente nel settore manifatturiero (25%), seguito dalla vendita all’ingrosso (17,4%), dal retail (16%) e dalle costruzioni (15%), soprattutto in Lombardia (19,6%), ma con una forte presenza nel Sud: Campania (18,4%), Lazio (13,7%) e Sicilia (9,8%).

Il mercato italiano dei finanziamenti  fintech e quello globale

Secondo il report annuale di Bebeez, l’erogato alle PMI italiane attraverso piattaforme fintech di lending, supply chain finance ed equity crowdfunding ha superato i 5,2 miliardi di euro, portando il totale complessivo da quando è partito il mercato, cioè il 2016, a oltre 14,3 miliardi. BeBeez calcola anche che nel 2021 erano stati erogati 3,5 miliardi e nel 2020 solo 2,4 miliardi.

Va peraltro tenuto conto del fatto che si tratta di numeri assoluti, che non considerano gli eventuali rimborsi di linee avvenuti nell’anno dalle stesse aziende finanziate.

Si tratta di numeri interessanti anche nel confronto con il mercato globale: una ricerca di Acumen rivela, per esempio, che la dimensione del mercato del lending è complessivamente di 82,3 miliardi di dollari, di cui il 20% fa capo a business lending. Quindi parliamo di poco meno di 17 miliardi di dollari, il che indica il peso relativo dell’Italia nel contesto internazionale.

Un sistema consolidato che può fornire nuovi asset alla finanza tradizionale

Il ruolo della finanza digitale sembrerebbe dunque sempre più centrale nelle strategie delle Pmi. Un mercato su cui le istituzioni finanziarie possono atterrare se si integrano con le fintech.

Un esempio pionieristico è l’accordo di Opyn con Banca Valsabbina che sfrutta la tecnologia della fintech per erogare finanziamenti alle Pmi del territorio in modalità software as a service. Con la tecnologia di Opyn la banca effettua la valutazione del merito creditizio delle Pmi e le successive fasi di erogazione, gestione e monitoraggio del credito, nonché della connessa garanzia.

La tecnologia di Opyn si basa su sistemi di AI e machine learning che permettono di fare valutazioni sicure, individuando le richieste di credito più rischiose. E questo è possibile grazie all’analisi granulare e automatizzata di una enorme mole di dati, di cui quelli di bilancio rappresentano solo la punta dell’iceberg.

Fonti alternative di dati, come il flusso dei pagamenti verso creditori e fornitori, presenza web e sui social e un ultimo step basato sull’incontro face to face con l’imprenditore consentono di valutare la solvibilità ma anche la sostenibilità ambientale e sociale di ogni business.

In questo modo Opyn riesce fornire credito anche a imprese che normalmente vengono scartate dal sistema finanziario tradizionale, per dimensione o collocazione geografica, parametri in base a cui viene loro assegnato un indice di rischiosità maggiore e si impone alle banche di accantonare maggior capitale prudenziale.

I vantaggi di un’integrazione profonda con il fintech per la finanza tradizionale

Opyn ritiene che, quindi, le piattaforme del digital lending debbano e possano diventare abilitatori tecnologici.

I vantaggi dell’integrazione con il fintech per le banche sono diversi:

  • le tecnologie offerte dalle piattaforme non richiedono generalmente alcun effort per l’installazione: nel caso di Opyn, si tratta di un software totalmente modulabile e plug-in che non richiede alcun intervento sull’architettura tech dell’istituzione finanziaria;
  • la UX e UI (l’esperienza dell’utente) che si ottiene attraverso questa integrazione è curata e aggiornata; inoltre può essere personalizzata con la visual identity della banca cliente, in modo che l’impresa che fruisce del servizio non si senta catapultata in un ambiente diverso ed estraneo;
  • le fintech offrono alle istituzioni finanziarie tradizionali un approccio caratterizzato da innovazione continua e veloce di prodotti e servizi;
  • infine, è possibile migliorare l’efficienza economica: con la tecnologia si abbattono i costi dell’operatività che la banca normalmente deve svolgere per eseguire un processo di credito.

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