Il gigante dell’elettronica che fa open innovation con il reward crowdfunding

Apple? Samsung? Sony? No, è Xiaomi, gigante cinese che finanzia i prodotti IoT di startup selezionate attraverso la propria piattaforma di crowdfunding

 

Xiaomi fa open innovation con il crowdfunding

C’è una multinazionale che da circa due anni ha reso strutturale il suo approccio alla “open innovation” utilizzando il reward crowdfunding. E’ il gigante cinese degli smartphone Xiaomi che gestisce una piattaforma di crowdfunding, dove le start-up hardware possono presentare i propri prodotti e dove i clienti di Xiaomi li possono prenotare, aiutando così le aziende a raccogliere fondi per finalizzarne la produzione. Non si tratta, dunque, di prodotti a marchio Xiaomi e il requisito principale è che siano compatibili con l’ecosistema di prodotti IoT governati dall’app di Xiaomi “Mi Home”.

Nella stessa app è inserita anche la piattaforma di crowdfunding e, quindi, i consumatori possono pre-acquistare le nuove proposte direttamente dall’applicazione che usano tutti i giorni per governare l’interoperabilità tra vari device a partire da quelli “core” di Xiaomi.

Sono state già oltre 50 le startup finanziate dai clienti di Xiaomi i cui prodotti includono tra gli altri, un materasso intelligente, un robot aspirapolvere, videocamere di sicurezza, un bollitore smart per il riso. L’ultimo prodotto è una macchina per caffè espresso che in poche settimane ha pre-venduto oltre 10.000 pezzi superando di ben 10 volte l’obiettivo iniziale di 1000.

Con una capitalizzazione di $45 miliardi, Xiaomi è la seconda startup di più alto valore nel mondo dopo Uber.

L’iniziativa di Xiaomi, è molto probabilmente una delle più innovative dal punto di vista del marketing in quanto raggiunge due obiettivi con una sola mossa: la loyalty dei clienti che acquistano prodotti legati all’eco sistema tecnologico di XIaomi e il potenziamento della brand equity grazie al sostegno dell’innovazione.

Ma è anche una modalità per stimolare e perseguire l’innovazione senza investire direttamente capitali in R&S e, dunque, un modo per implementare i concetti di open innovation.

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