Al via Azimut Marketplace, il primo ecosistema fintech dedicato alle PMI

Azimut Marketplace, partecipata da Azimut e Step, fornisce servizi FIntech alle PMI e punta a raggiungere il pareggio nel 2023 e 82 mila clienti entro il 2026

 

Da sinistra, Paolo Martini, Marco Montagnani e Giorgio Medda

Da sinistra, Paolo Martini, Marco Montagnani e Giorgio Medda

 

L’asset manager italiano Azimut e Step, operatore internazionale focalizzato sui servizi digitali alle imprese, hanno annunciato ieri l’avvio di Azimut Marketplace, il primo ecosistema fintech dedicato alle PMI. Step è un progetto ambizioso su scala globale ideato da un gruppo di dirigenti ed ex dirigenti del Gruppo Santander: Marco Montagnani, Nuno Couceiro Cortesao e Alberto Almoguera Marton. Il suo obiettivo è creare un ecosistema digitale che possa diventare un unico punto di riferimento per le PMI. Nel capitale della società Step 4 Business Spa, creata per lo sviluppo dell’attività e del software, sono coinvolti anche Andrea Bertini (ex Illimity Bank e ING) e Pierluigi Giannico, ex managing partner di Accenture.

Azimut Marketplace srl è una società detenuta da Azimut, con una quota pari al 43% destinata a crescere al 100% al raggiungimento di una serie di condizioni e obiettivi e, tra gli altri, da Step 4 Business SpA. Quest’ultima ha in programma di lanciare la sua soluzione marketplace in altri mercati quali Spagna (entro la fine dell’anno), e Portogallo, sfruttando la scalabilità della piattaforma interamente in cloud e le migliori tecnologie disponibili sul mercato.

Azimut Marketplace by Step punta ad essere il punto di accesso privilegiato per le PMI a una serie di servizi finanziari delle migliori società di tecnologia finanziaria presenti sul mercato, tra cui società fintech partecipate dal Gruppo Azimut come Opyn (l’ex Borsa del Credito) e Mamacrowd, attraverso una piattaforma digitale, semplice e sicura, che sfrutta appieno le potenzialità della direttiva PSD2 (Payment Services Directive 2) e dell’open banking. Questa nuova iniziativa nasce da una duplice considerazione: da una parte le crescenti difficoltà per le aziende di accedere a servizi finanziari adeguati e dall’altra l’aumento sul mercato dell’offerta fintech di soluzioni verticali molto efficaci che mancano, tuttavia, di un unico punto di accesso dove gli imprenditori possano trovare la soluzione fintech di cui necessitano. Su Azimut Marketplace le PMI potranno accedere su un’unica piattaforma a:

  • operazioni di finanza straordinaria (minibond ed equity) per supportare i progetti di crescita, strutturate da Azimut Direct (ex Epic), la fintech del Gruppo Azimut dedicata all’economia reale;
  • l’aggregazione conti italiani e stranieri, integrazione con la fatturazione elettronica e digital cfo e soluzioni di finanza agevolata di CRIF;
  • l’instant lending di October che permette alle aziende di richiedere un prestito in pochi secondi con un processo completamente digitale;
  • le soluzioni digitali di Workinvoice per finanziare il circolante, in particolare l’anticipo fatture, che permette alle aziende di ricevere il 90% dell’importo delle proprie fatture in 48 ore;
  • soluzioni di gestione dei flussi di cassa a livello internazionale offerte da Ebury, una delle principali società fintech leader a livello europeo e attiva in 23 Paesi nel mondo, specializzata in pagamenti ed incassi in oltre 130 valute e nella gestione del relativo rischio di cambio, attraverso servizi completamente digitali e senza commissioni di trasferimento;
  • accettazione di pagamenti digitali di Satispay, realtà consolidata del panorama fintech italiano con oltre 2 milioni di clienti privati e 165 mila esercenti convenzionati;
  • servizi a valore aggiunto per le PMI offerti da Amazon, la più grande big tech al mondo.

Azimut ha deciso di puntare proprio sulle PMI, in particolare su quelle con un fatturato di 1-10 milioni di euro, perchè “sono 7 volte più interessanti dei clienti retail in termini di marginalità“, ha precisato Montagnani in conferenza stampa. Per disegnare i prodotti, Azimut ha adottato un “working backwards approach”, parlando con gli imprenditori e organizzando focus group per meglio comprendere le loro esigenze, per poi lanciare prodotti a esse rispondenti.

Azimut Marketplace adotta per l’appunto un modello marketplace, in stile Amazon, che prevede: segnalazione e integrazione di servizi di terze parti fintech italiane e internazionali tramite le Api, onboarding interamente digitale, aggregazione dei conti sfruttando la PSD2. I big data sono al centro della sua strategia: Azimut infatti vuole presentare alle PMI dei prodotti sulla base delle loro transazioni e del loro profilo, con un approccio customer-centric. Il modello di business consiste nel presentare nuovi clienti alle fintech, percependo delle referral fee per la segnalazione di nuovi clienti alla fintech. “Il modello ha costi fissi estremamente ridotti, per cui con i ricavi da segnalazione dei partner contiamo di raggiungere il punto di pareggio nel 2023, con un fatturato di 13,5 milioni dai vari prodotti integrati sulla piattaforma e 82 mila clienti nel 2026, ha detto Montagnani.

I consulenti della rete di Azimut grazie ad Azimut Marketplace hanno l’opportunità di proporre ai clienti nuovi prodotti tramite la piattaforma, che diventa così un mezzo per promuovere l’acquisizione di nuovi clienti ed effettuare cross-selling di prodotti. Inoltre, “ci sarà un codice che identifica quale consulente ha portato a bordo una certa PMI. I consulenti riceveranno una una tantum per la loro attività di segnalazione delle imprese”, ha chiarito Paolo Martini, amministratore delegato e direttore generale di Azimut Holding.

Azimut Marketplace, lanciata nel luglio scorso a valle del closing con Step (avvenuto lo scorso aprile) conta ad oggi oltre 200 aziende registrate. Nel dicembre scorso la piattaforma è stata lanciata in Spagna e presto sbarcherà anche in Portogallo e Brasile. In futuro, Azimut Marketplace conta di aggiungere ulteriori servizi a partire da assicurazioni, depositi, conti correnti per le imprese e altre vas (value added solutions), una volta ottenute le autorizzazioni da Ivass e Oam.

Marco Montagnani, amministratore delegato di Azimut Marketplace, ha spiegato: “Azimut Marketplace by Step è il nuovo ecosistema fintech interamente dedicato alle piccole e medie imprese. Da oggi gli imprenditori italiani hanno a disposizione un unico punto di riferimento nel quale trovare le soluzioni più efficaci, convenienti e digitali alle loro principali necessità finanziare, e non solo. Il modello marketplace consente di sfruttare appieno le nuove tecnologie digitali che, unite all’open banking come fattore abilitante, rendono possibile una piattaforma customer centric e completamente gratuita. Azimut Marketplace è una unique selling proposition che semplifica la vita delle piccole e medie imprese grazie ai migliori partner digitali presenti sul mercato, pensata e realizzata insieme ai clienti e per i clienti”.

Paolo Martini, amministratore delegato e direttore generale di Azimut Holding, ha commentato: “Dopo aver democratizzato gli investimenti in economia reale con Azimut Libera Impresa, ora rendiamo più accessibili i servizi finanziari per le PMI. La tecnologia e le piattaforme digitali di e-commerce hanno rivoluzionato molti settori, dai viaggi alle compravendite immobiliari, agli acquisti online, Azimut Marketplace ha le potenzialità per trasformare quello dei servizi finanziari e bancari grazie a una riduzione della complessità e dei costi e a un aumento della velocità dei processi e dell’efficienza complessiva. Si tratta di una vera rivoluzione in ambito fintech a supporto dei 5 milioni di aziende in Italia.”

Giorgio Medda, amministratore Delegato di Azimut Holding e global head of asset management del gruppo, ha dichiarato: “L’attività creditizia non è più la principale del sistema bancario, che svolge ormai un ruolo di supermercato di servizi. Nonostante l’aumento dei depositi, si è ridotta attività creditizia in Italia: il rapporto tra impieghi e depositi è sceso a 0,92, per prima volta sotto 1. Siamo nell’era glaciale della banca universale: sta avvenendo uno scioglimento del valore delle banche, con un trasferimento di valore verso le fintech e altri sistemi innovativi di pagamento. Azimut allora propone una banca sintetica, che offre una neo-finanza, dove Azimut raccoglie capitale privato paziente anche grazie ad Azimut Marketplace. Abbracciamo un modello di p2f2p (peer to fund to peer) grazie alla leva tecnologica, che punta ad un’allocazione efficiente degli impieghi. Un’evoluzione che in Azimut abbiamo intrapreso da tempo e che oggi ci porta a gestire 3,5 miliardi di euro di asset sui private market con oltre 25.000 clienti. Il progetto indicato come banca sintetica che, rafforzatosi con la costituzione di Azimut Direct, ha già erogato quest’anno finanziamenti per 300 milioni di euro, con un obiettivo per il 2022 di 1,1 miliardi. Attualmente stiamo analizzando 110 operazioni su tutti i segmenti, in particolare nelle PMI, da cui le banche si stanno allontanando. Da inizio 2021 abbiamo analizzato oltre 2.000 aziende”. Medda ha evidenziato che “Azimut non diventerà una banca, ma grazie all’open banking, al fintech e alla PSD2 gli asset manager possono giocarsela nella catena del valore, che rende possibile lo shadow banking”.

Il progetto Azimut Marketplace si inserisce nel più ampio impegno di sostegno alle PMI e all’economia reale che ha già raccolto 3,5 miliardi di euro tra prodotti di private equity, private debt, venture capital e real estate in parte già investiti in circa 200 aziende, di cui 120 in Italia e 80 nel mondo. Precisamente, sono stati raccolti: 1 miliardo nel private equity, 0,1 miliardi nel venture capital, 0,3 miliardi nelle in infrastrutture ESG e un miliardo nel private debt. Medda ha sottolineato che Azimut consente di effettuare diversificazione anche all’interno della singola asset class, per esempio nel private debt offre prodotti per investire in: credito alternativo pubblico, private debt non performing, private debt performing. Ricordiamo che il gruppo Azimut aveva annunciato nel settembre 2019 una svolta epocale nella sua strategia industriale, con l’obiettivo di investire in private asset almeno 10 miliardi di euro nei successivi 5 anni, lanciando una serie di veicoli di investimento in buona parte dedicata anche al pubblico retail.

Nell’ambito della strategia di investimento in asset illiquidi, nel marzo scorso Azimut e SiamoSoci (gestore del portale italiano di crowdfunding Mamacrowd e partecipato al 25% dallo stesso Gruppo Azimut) hanno lanciato ALICrowd, il primo Eltif di venture capital. Nello stesso mese, Azimut ha lanciato Azimut Token (Azim), il primo token per investire in economia reale, emesso in collaborazione con Sygnum Bank, prima digital asset bank al mondo, autorizzata dagli organi di vigilanza di Svizzera e Singapore.

Inoltre, lo scorso settembre il Gruppo SBI, Sygnum e il Gruppo Azimut hanno annunciato oggi il lancio di un fondo di venture capital con una dotazione fino a 75 milioni di dollari, con sede a Singapore, che investirà in startup del settore degli asset digitali. Con SBI Ven Capital come gestore principale, la strategia di investimento del fondo si concentrerà principalmente sulle società pre-serie A e serie A che sviluppano infrastrutture blockchain/distributed ledger technology (DLT), soluzioni di finanza decentralizzata (DeFi) e strumenti reg-tech. Il lancio del fondo era stato anticipato nei mesi scorsi.

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