Equity crowdfunding come strumento per consentire anche alle PMI di fare Open Innovation

Si moltiplicano i casi di PMI che investono con il crowdfunding in startup per perseguire l’innovazione. I casi di due campagne in corso: Unyli e Lesson Boom

 

Equity crowdfunding come strumento delle PMI per open innovation

 

Di “Open Innovation” si parla sempre più frequentemente in riferimento, soprattutto, alle grandi imprese le quali, per creare più valore e competere meglio sul mercato, scelgono di ricorrere non soltanto alla R&S interna, ma anche a idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup (cit. Economyup). Per attuare questa strategia, le grandi imprese utilizzano lo strumento del Corporate Venture Capital per il quale, secondo un recente report di Gellify, le imprese che lo implementano riservano ogni anno dai 5 ai 10 milioni di euro. Si tratta di dimensioni abbordabili per le grandi imprese, ma impensabili per le PMI che volessero adottare una strategia di sviluppo simile.

L’equity crowdfunding, invece, nel tempo, ha dimostrato di essere uno strumento più conforme alle dimensioni delle piccole e medie imprese che, infatti, lo hanno spesso utilizzato per investimenti diretti in startup.

I casi sono sempre più frequenti, ma gli esempi più recenti riguardano due campagne in corso: Unyli, tecnologia e modello distributivo innovativi per il mercato dell’intimo e Lesson Boom, marketplace che unisce istruttori e guide sportive a chi ama lo sport.

Unyli

La campagna di Unyli, giunta a metà del suo percorso con già 114 mila euro raccolti rispetto ai 100 dell’obiettivo iniziale, oltre a Trentino Sviluppo in qualità di investitore professionale, ha raccolto anche l’investimento di AD-archdesign, General Contractor specializzato nella progettazione e realizzazione di arredamento per locali pubblici e commerciali.  Fondata da Andrea Piceni nel 2011, Ad-archdesign, offre soluzioni d’arredo su misura con un’offerta “chiavi in mano” dall’ideazione alla supervisione e realizzazione del progetto. L’impresa, che ha una forte expertise nel settore delle catene franchising, ha realizzato una crescita di fatturato 2020 vs 2019 pari a +123,5% con circa 4mln di ricavi e punta quasi a raddoppiare la crescita nel 2021.

Il fondatore di AD-archdesign Andrea Piceni, spiega bene le ragioni alla base della sua decisione di investire in Unyli: “Sin dalla nostra nascita seguiamo come General Contractor il segmento delle catene franchising, con una grande specializzazione nel settore food, attraverso la collaborazione con player primari di questo mercato. Investire in Unyli e in un settore come quello dell’intimo rappresenta l’inizio di un’avventura imprenditoriale sfidante che ci ha appassionato sin da subito. Inoltre, sostenere le startup ai loro esordi e accompagnarle nella crescita è sicuramente fonte di ispirazione ed un modo per contribuire alla costruzione del futuro tessuto economico italiano, fatto di innovazione, creatività e cultura imprenditoriale”.

L’innovazione introdotta da Unyli consiste, in sintesi, nell’integrare i canali offline e online, selezionando da un lato i brand noti (in queste settimane l’azienda ha stretto nuovi accordi con nuovi brand come Chiara Ferragni e Armani Underwear) o ad alto potenziale e affiliando, dall’altro, i negozi tradizionali cui viene offerto un percorso di digitalizzazione. Questo consente loro di ottimizzare le vendite e le scorte di magazzino e di aver accesso al canale di vendita web, attraverso l’e-commerce di Unyli. I negozi affiliati diventano, infatti, anche gli “hub” fisici, territoriali, presso cui vengono dirottati gli ordini raccolti attraverso lo store online.

Lesson Boom

Lesson BOOM è un marketplace verticale sullo sport che mette in contatto professionisti sportivi e liberi professionisti specializzati con utenti su tutto il territorio nazionale e che permette agli appassionati di sport di poter usufruire delle migliori strutture e dei migliori professionisti.

La sua campagna ha raggiunto l’obiettivo ed è in overfunding, grazie anche all’investimento di SportIT, punto di riferimento per l’e-commerce del settore sportivo. La società è nata nel 2013 dall’esperienza trentennale maturata nel mercato tradizionale degli articoli sportivi e per il tempo libero, grazie al fondatore di Brico Sport e alla famiglia Colzani che ne ha proseguito l’opera e l’attività. SportIT mantiene i 2 punti vendita storici e tradizionali a Seregno e Cesano Maderno, integrandoli con due corner shop a Monza e Verona e guardando al futuro con SportIT Football Milano, un nuovo concetto di store che integra gli spazi del negozio tradizionale con i servizi dell’online.

Andrea Colzani, AD  di SportIT, racconta come è nata l’idea di investire nella startup: “Noi crediamo molto nelle partnership. Quando c’è stata l’occasione di parlarne con Giovanni Ghigliotti (fondatore di Lesson Boom – ndr) per Lesson BOOM non mi sono tirato indietro proprio perché penso che, lavorando insieme, si possa creare valore.  Il mondo in questi anni è cambiato e sta cambiando ancora più velocemente: si punterà sempre più sul digitale, sull’innovazione, e sui servizi. Lesson BOOM e SportIT vanno a braccetto in tal senso, e il progetto di questi giovani startupper si concilia benissimo con il nostro mantra “Passion. Experience. Sport. Lesson BOOM è una piattaforma digitale che cerca di avvicinare chi vuole praticare lo sport e chi lo può insegnare; SportIT è invece il sito che offre agli appassionati l’attrezzatura e i consigli giusti per praticarlo. Noi, come loro, crediamo nell’innovazione e nella passione di chi lo sport lo vive. Non ho dubbi sul futuro: questa è una di quelle partnership in cui uno più uno sarà uguale a… tre.”

Lesson BOOM consente di scegliere e prenotare lezioni singole, abbonamenti o pacchetti speciali per poter praticare lo sport che si ama. L’obiettivo è di semplificare la ricerca delle lezioni sportive e dei professionisti specializzati scegliendo l’alternativa più soddisfacendo e prenotando e pagando direttamente sul portale.  Con 1200 iscritti alla piattaforma ripartiti tra strutture sportive e liberi professionisti e 5000 utenti registrati, la startup è presente in oltre 100 località italiane con un focus su Milano e Roma.

Commenti chiusi