Un nuovo trend degli asset digitali basati su Blockchain: i Non Fungible Token (NFT)

Gli NFT, token che certificano la proprietà di un bene fisico o virtuale “unico”, non sono solo un fenomeno di costume, ma un potenziale per molti settori, tra cui l’arte

 

Non Fungible Token nuovo trend blockchain

 

I Non Fungible Token (NFT) sono un tipo di asset digitale registrato su blockchain. Rispetto agli utility token e alle criptovalute i token NFT hanno 3 caratteristiche che li contraddistinguono: sono unici, rari e indivisibili.

Gli NFT possono essere definiti come un certificato digitale che attesta la proprietà di un dato bene o servizio attraverso l’utilizzo della tecnologia blockchain. Vengono definiti “non fungibili” poiché sono dei “gettoni” unici e non interscambiali tra di loro, come può invece accadere per le banconote, per esempio, o appunto le criptomonete come i Bitcoin o Ether.

I token NFT possono quindi rappresentare molti tipi diversi di asset digitali come: oggetti collezionabili su blockchain, opere d’arte digitali, proprietà nella realtà virtuale, biglietti per eventi, oggetti di gioco, musica. Inoltre possono essere utilizzati per la certificare proprietà immobiliari reali, auto, opere d’arte e proprietà intellettuali di vario genere.

Come spiega Massimiliano Di Marco su Dday.it, tecnicamente un NFT è un blocco di dati registrato sulla blockchain, un file crittografato contenente dei metadati che permettono di identificare il proprietario e che descrivono il “bene” legato all’NFT. Fino ad una certa dimensione, i metadati possono contenere il file digitale stesso, che in questo caso può essere salvato sulla blockchain, ma possono essere anche salvati su un server esterno.  La blockchain permette di monitorare eventuali futuri acquisiti legati ad uno specifico NFT, tracciando i passaggi di proprietà e quindi di retribuire il suo autore originale anche in futuro..

Il trend del momento      

Iconium, nella sua newsletter, sottolinea che il fenomeno non è nuovo, ma finora non aveva attratto il grande pubblico. La prima piattaforma a introdurre i “blockchain collectibles” è stata Counterparty con il gioco Spell of Genesis nel 2015. Counterparty è un protocollo capace di creare asset digitali sulla blockchain di Bitcoin.

Tuttavia l’ecosistema di Ethereum ha presto intercettato questa necessità del mercato e  il 19 Ottobre 2017 Dapper Labs lanciò il celebre gioco CryptoKitties durante l’hackathon di Ethereum ETH Waterloo.

I CryptoKitties sono gatti digitali collezionabili che si possono riprodurre e a seconda della generazione di provenienza possono essere più o meno rari. Una specie di Tamagotchi ma su Blockchain.

E questi NFT sono letteralmente esplosi nel corso degli ultimi mesi e hanno attirato l’attenzione di noti imprenditori incluso Elon Musk. Sempre nel suo articolo su Dday.it, Di Marco riporta alcuni esempi recenti:

  • la GIF del “nyan cat” è stata venduta lo scorso febbraio per 587 mila dollari;
  • un NBA Top Shot, una sorta di figurina digitale che propone una giocata spettacolare di un cestista della lega nordamericana con le statistiche della partita in cui è avvenuta, può valere fino a 208 mila dollari;
  • un’opera digitale di Mike “Beeple” Winkelmann (una raccolta di 5.000 contenuti caricati in altrettanto giorni) è stata recentemente battuta da Christie’s, la più grande casa d’aste al mondo, per 69 milioni di dollari;
  • Il gruppo musicale Kings of Leon ha venduto molte copie dell’album “NFT Yourself”, che include un vinile in edizione limitata, un artwork e l’edizione digitale, per un totale di 2 milioni di dollari;
  • il co-fondatore di Twitter Jack Dorsey sta vendendo il suo primo tweet e la migliore offerta è di 2,5 milioni di dollari. L’asta verrà chiusa il 21 marzo e la cifra raggiunta verrà convertita in Bitcoin e donata in beneficienza.

Il motivo probabilmente è che qualsiasi cosa può diventare un NFT: immagini, GIF, canzoni, tweet, immobili, skin di giochi e soprattutto che chiunque può generare un NFT e provare a venderlo su vari marketplace.

Il mercato e lo sviluppo degli NFT ha di fronte un futuro pieno di sorprese. Il potenziale di questo settore è ancora in gran parte inesplorato, con la possibile applicazione al diritto d’autore e ai diritti di proprietà intellettuale, all’emissione di biglietti e alla vendita e al commercio di videogiochi e alla rappresentazione di oggetti di gioco come le skin.

Nel giro di pochi anni potremmo trovarci pervasi da NFT anche se non siamo giocatori o collezionisti su blockchain: titoli azionari, derivati, opere d’arte ma anche certificati di proprietà, titoli di studio, licenze, garanzie, assicurazioni e tutto quello che può avere una sua unicità.

Potrebbe essere solo una bolla speculativa?

In parte probabilmente sì: molti in questo momento stanno comprando questo tipo di asset per un guadagno speculativo nel breve termine. Ma, crediamo, la speculazione potrebbe essere direttamente o inversamente proporzionale al tipo di bene sottostante. Come, d’altra parte, accade già da secoli con i beni oggetto di collezione o le opere d’arte.

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