CrowdTuesday: tutti uniti per modificare il regolamento Consob

Al CrowdTuesday di Milano sono state raccolte le istanze per migliorare il regolamento Consob sull’equity crowdfunding. Verranno presentate in un “libro bianco”

 

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Ieri (17 Febbraio) ho partecipato al CrowdTuesday, evento organizzato dallo European Crowdfunding Network (ECN) con l’obiettivo di raggruppare gli stakholder dell’Equity Crowdfunding italiano e raccoglierne le indicazioni al fine di fornire al Mise e a Consob un quadro unitario di riferimento per modificare il regolamento italiano.

Mi aspettavo che, visto l’argomento, la platea fosse più ampia. Eravamo invece non più di una cinquantina anche se le piattaforme erano ben rappresentate e i relatori di alto profilo. Tutto sommato, una platea rappresentativa e di buon livello, che comprendeva, oltre alle piattaforme, anche consulenti, giornalisti, legali nonché alcuni investitori istituzionali.

Giancarlo Giudici, responsabile dell’Osservatorio del Politecnico di Milano sul Crowdfunding, ha ribadito i dati (ampiamenti deludenti) della situazione italiana.

Umberto Piattelli, avvocato tra i massimi esperti italiani sul crowdfunding, ha illustrato le recenti novità introdotte dal fiscal compact, in particolare l’allargamento dell’equity crowdfunding alle PMI innovative, sottolinenando, tra l’altro, che ci sono alcuni vincoli molto stringenti come l’obbligo di certificazione dell’ultimo bilancio.

Claudio Bedino, fondatore e CEO di Starteed, ha illustrato i risultati del sondaggio evidenziando che le modifiche più sentite riguardano l’allargamento ulteriore delle società autorizzate a raccogliere sulle piattaforme di Equity Crowdfunding, l’innalzamento del limite di investimento di €500 per evitare gli obblighi Mifid, l’abolizione dell’obbligo che il 5% del round sia sottoscritto da un investitore istituzionale e la possibilità di aprire un secondo mercato per negoziare le quote delle società finanziate al fine di renderle meno illiquide.

Per parte mia, ho approfittato dell’occasione per ribadire il punto a mio parere fondamentale, come avevo sostenuto in un mio precedente articolo.

La madre di tutti problemi sta nel fatto che sia il legislatore che, soprattutto, Consob si sono focalizzati sull’investitore target sbagliato, la “signora Maria”, che non ha grandi disponibilità finanziarie e che investe i propri risparmi oculatamente in modo da avere un rendimento certo. E va dunque tutelato al di là allo spasimo anche al di là della sua volontà. Ma questo non è il “crowd” dell’equity crowdfunding, come, infatti, ci dimostrano i casi di successo nel mondo, in cui chi investe stanzia mediamente dai 2 ai 4 mila euro per ogni progetto.

Chi sono questi signori e cosa si aspettano?

Non sono certo la suddetta signora Maria, ma persone con una cospicua disponibilità finanziaria che accettano consapevolmente una dose di alto rischio per ottenere potenziali ritorni di 3-5 volte il capitale investito. Ma affinché tale ritorno sia monetariamente significativo, non possono certo investire 500 o 1000 euro, ne devono/vogliono investire di più.

Mettere paletti complicati a questo tipo di investitore, per importi per lui irrisori, significa perderlo, con buona pace del successo di una campagna. Bedino, che gestisce la tecnologia di 5 delle 14 piattaforme, ha citato un caso emblematico. Un noto angel investor italiano (quindi non certo uno sprovveduto) lo ha chiamato chiedendogli come fare per investire, perché il processo era troppo complicato.

Il messaggio, che comunque dalla sala è emerso chiaro e forte, è stato: semplificare procedure complesse e orpelli per facilitare la vita ai veri potenziali investitori.

E’ emerso un altro punto molto interessante: creare le condizioni affinché le quote di società acquisite in crowdfunding possano essere negoziate in un secondo mercato. Non mi risulta che in altri paesi dove l’equity crowdfunding ha successo questa sia una pratica consolidata. Ma, sicuramente, anche se fossimo i primi, sarebbe sicuramente un passo avanti notevole.

Al termine, Irene Tordera, organizzatrice dell’evento per ECN, ha confermato che le istanze emerse saranno consolidate in un white paper che sarà poi condivise con il Mise e con Consob.

Speriamo bene.

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